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data: 16/09/2008
SCIOPERO DELLA PAGNOTTA
Mario Proietti, presidente dell'Associazione Panificatori, sullo “sciopero della pagnotta”: “Nella Tuscia il prezzo del pane è fermo da un anno”

“Ma i promotori del cosiddetto sciopero della pagnotta sanno quanto costa un chilo di pane casereccio?”. A porre la domanda, è Mario Proietti, presidente dell’Associazione Provinciale Panificatori e Pasticceri di Viterbo, aderente alla Cna, che vuole fare chiarezza dopo l’intervento delle associazioni dei consumatori che hanno invitato i cittadini a non acquistare il pane e la pasta giovedì prossimo per protestare contro l’aumento dei prezzi.

“Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà delle famiglie, in particolare del dramma delle fasce più deboli, che faticano ad andare avanti per il costo della vita ormai insopportabile. E il nostro senso di responsabilità non è mai venuto meno. Tanto che da un anno il prezzo del pane è fermo nella stragrande maggioranza dei forni: la pagnotta di largo consumo viene venduta nella Tuscia attorno ai 2,10 - 2,15 euro il chilo, contro una media italiana di 2,70 euro. E l’adeguamento registrato nell’autunno 2007 non aveva superato i 15 - 20 centesimi. Questa è la verità”, sottolinea Proietti.

“Non si combatte certo l’impennata dei prezzi continuando a mettere sotto accusa i piccoli imprenditori, in questo caso i fornai, annoverati tra coloro che si arricchiscono sulla pelle dei consumatori. Ciò, mentre non si spende una parola, per esempio, sul prezzo di vendita non proprio popolare dei prodotti industriali sostitutivi del pane. Noi abbiamo pieno rispetto dei nostri clienti, ai quali garantiamo -dice il presidente dell’Associazione Panificatori- qualità e sicurezza alimentare al giusto prezzo”.

“Anche i panificatori sono colpiti dal carovita: pesano i costi delle materie prime, che non si abbassano, contrariamente a ciò che si vuol far credere, e delle bollette, insieme con una serie di oneri, a cominciare da quelli fiscali. Il problema vero è che occorrono controlli sulla filiera e sulle dinamiche reali dei costi. Contro gli aumenti, è allora auspicabile -conclude Proietti- una seria azione comune di consumatori e produttori”.

Patrizia Coppa
Direttore responsabile

REG. TRIB. VT N°01/08
 

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