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data: 14/09/2008
DIATRIBA OGM COMMENTI GIUNTI DA VITERBO, DA VEJO E DA BOLOGNA
DIATRIBA OGM - Per ora fermiamoci ai 3 commenti giunti da Viterbo, da Vejo e da Bologna …

Cari amici, vorrei per il momento interrompere il discorso sugli OGM invitandovi però a leggere queste tre lettere interessanti sull'argomento.

La prima viene da Viterbo, scritta dal fisico Leonardo Chiatti, un ricercatore scientifico che opera a livello istituzionale, la seconda lettera mi è giunta dal chimico Giorgio Vitali, che abita nel Parco di Vejo, il quale da ex dipendente di una multinazionale farmaceutica sa bene come vanno certe cose…. Per finire, anche se non sta bene farsi belli con le lettere altrui, non posso far a meno di citare la missiva del prof. Giuseppe Altieri che reduce dalla conferenza al Sana di Bologna, sempre sugli OGM, propone la formazione di un comitato etico ad hoc, invitandoci a farne parte.

Per correttezza dovrei anche menzionare altri appunti ricevuti, alcuni non favorevoli ed altri invece molto solidali ma non voglio allungare troppo questo comunicato e perciò, per oggi, mi fermo qui.

Buona lettura da Paolo D'Arpini.

www.circolovegetarianocalcata.it

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Dal fisico Leonardo Chiatti.

Nella intera faccenda degli OGM credo vi siano due importanti elementi da tenere in considerazione. Il primo è l' uso strumentale della scienza, con la produzione forzata di risultati inattendibili o poco rilevanti intorno ai quali viene organizzato il baccano mediatico.

Questo meccanismo certamente esiste (facendo quel mestiere, lo vedo spesso in azione), anche se nello specifico non saprei dire quanto ha pesato. E' comunque significativo che molti addetti ai lavori manifestano seri dubbi sia sulla opportunità che perfino sulla reale applicabilità della tecnologia degli OGM (problemi della stabilità delle variazioni introdotte, etc.).

Ma la questione ancora più seria è costituita dalla deviazione della discussione verso falsi problemi, che fungono da specchietto per le allodole. Il problema centrale non è se l' uso alimentare della tecnologia OGM sia o no nocivo alla salute; il problema centrale è se vi siano o no giustificazioni all' uso alimentare di tale tecnologia. E rispetto a tale problema, che è essenzialmente "filosofico", poiché riguardante la definizione del rapporto tra uomo e Natura, le risultanze scientifiche specifiche sono - a prescindere dalla loro attendibilità- del tutto superflue.

In soldoni : posso capire che si coltivino batteri OGM in ambienti confinati e controllati di laboratorio per la produzione di insulina umana a beneficio dei diabetici. Ma è realmente necessario mettere in circolazione nell' ambiente pomodori che si sbucciano da soli perché i nostri ritmi frenetici non ci consentono più di dedicare tempo a queste cose ? Affrontando oltretutto il rischio di contaminazioni genetiche delle specie diffuse?

Ha senso produrre piante sterili per obbligare gli agricoltori a diventare ancora di più schiavi dell' industria agro-alimentare, come provano a fare nel sud del mondo? E quale beneficio costoro riceverebbero da tale tecnologia (si sostiene anche questo, nonostante tutte le evidenze siano contrarie).

L' evoluzione biologica deve essere subordinata all' uomo, che ne è solamente un momento, o piuttosto l' uomo deve subordinare le sue attività alle effettive possibilità della biosfera?

Questi sono gli interrogativi veramente cruciali dietro agli OGM, ma anche dietro al "problema energetico", all'effetto serra, al desiderato "nucleare di ritorno", agli inutili aeroporti per voli low cost e quant' altro.

E su queste, che sono valutazioni a priori ed a prescindere, non ci

sono "risultanze scientifiche", "valutazioni di impatto ambientale" o "comitati bioetici" che contino.

Saluti, Leonardo Chiatti



Dal chimico Giorgio Vitali

In merito alla diatriba OGM ho due esperienze da citare.

1) Mi trovavo nel pieno delle mie attività lavorative, alle dipendenze di una multinazionale della chimica-farmacia, quando i nostri dirigenti ci comunicarono, nel massimo segreto, che la filiale americana aveva acquistato la più grande azienda di produzione di ibridi e di commercializzazione di mais. Mi resi subito conto che c'era qualcosa che non quadrava.

2) Quando si iniziò a parlare di agricoltura biologica costituii con un gruppo di colleghi, una cooperativa finalizzata ad analizzare la produzione "biologica". Noi credevamo, ingenui, che la premessa di una produzione di quel tipo dovrebbe essere la garanzia costituita dalle analisi sui contenuti chimici della produzione...Illusi!!! ( Voi mi capite. ). Giorgio Vitali.



Dall'agronomo Giuseppe Altieri.

Grazie infinite al Prof. D'Arpini per il suo appoggio, l'importante è ora fare sul serio, perché il 1 gennaio 2009 è vicinissimo, il "Cavillo di Troia" si avvicina e se permetteremo di contaminare anche il biologico … sarà la fine occorre definire i referenti provincia per provincia per una campagna dalla base contro gli ogm e il referendum consultivo …solo gente di fiducia, naturalmente… disposta a sacrificarsi per fermare questa indecenza antiscientifica degli ogm vi segnalo il comunicato di presentazione del convegno con le proposte operative aperte al vostro contributo di consigli sul da farsi chiedo agli interessati un'adesione al comitato di riferimento che stiamo per organizzare previa segnalazione del Prof. D'Arpini.

Cordiali saluti a tutti, Giuseppe Altieri

Patrizia Coppa
Direttore responsabile

REG. TRIB. VT N°01/08
 

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