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data: 21/10/2011
L'Unione Europea riconosce all’embrione la piena dignità di essere umano
Accogliamo con viva soddisfazione il pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione Europea che riconosce all’embrione la piena dignità di essere umano fin dal momento della fecondazione.

Appare assai significativa dal punto di vista antropologico e giuridico l’affermazione della Corte per la quale “la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano” perché con tali parole si riconosce appieno la qualità umana del concepito fin dal suo primo istante di vita.

Non meno significativo è il fatto che l’unica forma di brevettabilità ammessa sia quella che tuteli e vada a diretto vantaggio dell’embrione stesso.
L’essere umano non potrà mai più essere etichettato come una cosa e trattato alla stregua di una merce, neppure se piccolo!

Per la Corte d’Europa, così come alcuni anni fa per il Comitato nazionale di bioetica, l’embrione è pertanto, sempre ed indiscutibilmente, un essere umano.

Ciò rappresenta anche una forte sconfessione della decisione del già ministro della ricerca Fabio Mussi, il quale nel Giugno del 2006 aveva ritirato la firma dell’Italia dalla cosiddetta “minoranza di blocco” aprendo la strada al finanziamento delle pratiche di manipolazione degli embrioni da parte dell’Unione Europea.

Scaturita da una questione di brevetti, la recente sentenza della Corte restituisce pertanto voce a chi non ne aveva più alcuna, un fatto del quale non si potrà non tener conto in futuro, con ripercussioni importanti, sul piano giuridico, sulle decisioni attinenti i temi bioetico-antropologici in tutta Europa.


Andrea Filoscia, Presidente di Scienza & Vita - Viterbo
Stefano Aviani Barbacci, Presidente del Movimento per la Vita - Viterbo



Patrizia Coppa
Direttore responsabile

REG. TRIB. VT N°01/08
 

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