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data: 13/01/2012
DONNA DA TRIBUNALE - Parte prima del Primo volume
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INTRODUZIONE




DI MAURO GALEOTTI


Chi conosce Patrizia Coppa, senza dubbio rimarrà stupefatto nel leggere la docu-fiction, ossia un romanzo a metà tra il documentario (vicende giudiziarie) e la fiction (intrecci amorosi), perché Patrizia è una donna tranquilla, rispettosa, paziente, riservata, insomma, è tutto il contrario di quello che sembra in questa simpatica e angosciante storia.



Sì, questi due ultimi termini sono senz'altro contrastanti, ma azzeccati, perché la narrazione che Patrizia fa, angoscia anche il più solido uomo o la più solida donna. Ma il suo modo di scrivere rende simpatica la sequenza delle vicende, e Patrizia è maestra nello smielare l'odore acre del Tribunale di Viterbo, quello invaso dalle sue voci, intendo quelle dei giudici, troppo spesso impercettibili quando leggono le sentenze, troppo spesso poco giuste agli occhi di chi chiede loro di essere difeso!



E Patrizia, ormai avvolta dalle pratiche, dalle archiviazioni, dalle sentenze, dagli avvocati, dai pubblici ministeri, dai truffatori, è una donna coraggiosa, perché con il suo scritto mette in luce le vicende giudiziarie di quel potere intoccabile, coperto dalle toghe nere con fronzoli dorati.



Un potere protetto da loro stessi, perché loro sono il Potere, sono gli ingiudicabili... sì giudici ingiudicabili, nonostante affannosamente facciano scrivere sulle pareti delle aule del tribunale "la legge è uguale per tutti", tutti meno loro, infatti, non ho mai visto un giudice condannare un giudice, per aver emesso una sentenza sbagliata.




Quante volte abbiamo sentito di carcerati innocenti, che dopo anni ed anni di carcerazione sono risultati non colpevoli dei reati loro attribuiti, e nonostante l'errata sentenza del giudice, quest'ultimo passeggia tranquillamente sul prato col suo cagnolino, come se nulla avesse commesso? E chi paga, poi? io e te, noi tutti... lo Stato.




Invece a me, la fanno pagare pure se il mio cane fa una leggera cacchina in terra!




Allora che devo dedurre: Patrizia è davvero coraggiosa, è una forte donna!



Sì, coraggiosa, perché affronta a testa alta, senza il minimo tentennamento, scrivendo e scrivendo, subendo e subendo, gridando e gridando, difendendosi e difendendosi... quel mostro che è la giustizia ingiusta, quella che ostinatamente riporta alle spalle dei giudici la frase "La legge è uguale per tutti", scritta che io ribalterei per metterla davanti ai giudici e non alle loro spalle, proprio perché possano leggerla sempre in ogni istante, per non dimenticare che la legge è uguale per tutti e non per... quasi tutti.



Poi, come se non bastasse sono riusciti a coinvolgere anche me nelle loro sentenze, infatti, appresso alla legge è uguale per tutti, hanno aggiunto "La Giustizia è amministrata in nome del popolo", cioè, anche io vengono coinvolto nelle loro decisioni, essendo all'oscuro di tutto, e anche Patrizia è coinvolta, anche se, sinceramente, ne farebbe a meno, come ne farei a meno anche io!



Non vogliamo essere coinvolti nei loro eventuali, possibili, errori!



E' assurdo, lo sanno tutti che è nei Tribunali che si fanno le leggi... e si disfano. Che nei Tribunali si fa anche politica, e per politica si emettono sentenze.



Patrizia è una persona normale, come me, una persona che affronta la vita, come me, è una di noi, una giornalista che cerca con tutte le sue forze di difendersi dalle persone di poco rispetto che le girano intorno.


E' coinvolta in un insieme di fatti, che possono capitare ad ognuno di noi, e lei, come chiunque, crede ancora nella Giustizia, quella giusta, quella che non è garante dei delinquenti, dei pregiudicati, quella che nel rispetto delle persone oneste, emette sentenze che possano dare o ridare fiducia al cittadino retto... ma troppo spesso non è così.


Peccato!!!


Cara Patrizia, sono convinto che l'unica nostra fortuna è che i giudici uomini o donne non ci sono nella Giustizia divina, quella lassù, quella eterna, lì esiste la livella di Totò.


Lì davvero siamo, e saremo, tutti uguali e non c'è bisogno di scrivere "La legge è uguale per tutti", perché solo ricordarlo fa intendere che non è vero.





Mauro Galeotti











PREMESSA





Donna da Tribunale è un romanzo a metà tra il documentario-cronaca e la fiction. Tutto ciò che riguarda i particolari dei procedimenti giudiziari a carico della protagonista sono veri, autobiografici. Pertanto fatti e persone sono reali e tutto ciò che viene descritto è supportato da documentazione custodita presso la redazione di Viterbotv.it (certificati, dichiarazioni, registrazioni, visure e sentenze).



La mia docufiction giornalistica, sotto forma di romanzo in progress, rientrando nella sfera del Diritto di Cronaca, intende rispettare i canoni del Codice di autoregolamentazione, i principi di VERIDICITA', IMPARZIALITA', OBIETTIVITA' e COMPLETEZZA, RISPETTO DEL CONTRADDITTORIO e, quindi, del DIRITTO DI REPLICA. Ergo, ogni commento, valutazione o analisi personale della protagonista sulle vicende giudiziarie in corso, sull'operato della Magistratura o delle varie posizioni delle difese degli indagati o imputati, sulle indagini di Polizia Giudiziaria o sui soggetti coinvolti nelle indagini o nei processi, non solo è ben distinto dalla esposizione dei fatti giuridiziari in corso, ma rientra nel diritto alla Libertà di pensiero, di opinione e di espressione e, nel caso specifico del romanzo, rappresenta una chiosa a margine dei fatti, dei verbali, delle registrazioni, dei documenti, delle visure, dei certificati e delle sentenze che saranno visibili tramite appositi link.


Il giornalista espone i fatti, il personaggio del romanzo si espone a chiosare sconfinando anche nella satira, senza scadere nella tendenziosità e nel rispetto dei Codici sopra citati.







Pertanto tutti i lettori che dovessero riconoscersi, sentirsi coinvolti o nominati, hanno la possibilità di scrivere, replicare ed essere intervistati sia in video che su carta stampata, contattando la redazione di Viterbotv.it.





Donna da Tribunale è un reportage su 35 procedimenti pendenti al Tribunale di Viterbo, ma la particolarità è che ad affrontare tutti i processi sia una sola persona.


Una sola persona vittima di un meccanismo infernale che archivia tutte le sue denunce e, invece, rinvia a giudizio quando a denunciare sono i suoi truffatori.


Sempre lo stesso sistema, al processo penale viene sistematicamente assolta e così, con la sentenza in mano, può approdare alla causa civile per il risarcimento dei danni. Il lavoro è un chiaro attacco a tutto il Sistema. Il Sistema vince, ma alla fine è la Giustizia a trionfare!



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Per questo motivo ho lasciato il mio nome alla protagonista del racconto mentre l'intreccio della storia della vita privata è puramente frutto della fantasia, anche se qualche particolare può considerarsi autobiografico come certi aspetti del carattere in linea generale della mia persona. La storia, i personaggi e gli intrecci amorosi sono invece completamente inventati.



Il lavoro procede in progress, viene pubblicato parallelamente alla stesura e, soprattutto, segue in tempo reale l'andamento dei procedimenti in Tribunale. Per questo motivo di seguito è visibile uno schema che indica i procedimenti conclusi e quelli ancora in corso. Come dire, quelli vinti e ...quelli da vincere!






1) Giugno 1999 aggressione da ignoti:

in un primo momento accusata di simulazione di reato poi


ASSOLTA CON PIENA FORMULA nel 2005



2) Causa di lavoro con il giudice Pascolini:

VINTA DOPO ESSERE STATA ACCUSATA DI ESSERE DATORE DI LAVORO DA LORENA STORCE'



3) 4) 5) 6) ricorsi all'Ufficio delle Entrate dopo denuncia della stessa Lorena Storcè che si spacciava per mia dipendente :

VINTI TUTTI I RICORSI FINO ALLA CASSAZIONE



7) OTTENUTA CONDANNA per Lorena Storcè ed il suo covivente Luigi Ciatti per INGIURIA


8) ASSOLUZIONE per diffamazione su denuncia dell'immobiliare viterbese AV di Anna Valente che adesso ho provveduto a contro denunciare per truffa



9) 10) VINTE due cause per risarcimento per sfratto contro rumeni



11) VINTA causa contro prepotenze del condominio di via Torrevecchia 6



12) OTTENUTA CONDANNA per scuola di pittura Next, nelle persone di Antonella Properzi e Claudio Fioretti per aver sprangato l'entrata della sede della mia associazione, dopo averla danneggiata.



13)VANTAGGIOSA TRANSAZIONE per ritiro causa contro Emittente televisiva



14) VINTA causa contro Mitsubishi di Viterbo. La titolare della concessionaria Mitsubishi di Viterbo, Mirella Proietti, condannata alla restituzione delle somme indebitamente trattenute, al risarcimento del danno ed alla refusione delle spese legali.




15) ASSOLTA



16) ASSOLTA



17) ASSOLTA



IN CORSO:


18) PROCESSO PENALE



19) AVVISO DI GARANZIA richiesta archiviazione



20) AVVISO DI GARANZIA


21) 22) 23) tre OPPOSIZIONI A PROPOSTE DI ARCHIVIAZIONE



24) 25) 26) 27) 28) 29) 30) 31) 32) 33) 34) 35) 36) 37) 38) 39) 40) 41) 42) 43)
Venti cause civili in attesa di transazione

44) Denuncia querela all'avvocato che ha perso tutte le cause per truffa, patrocinio infedele, mancata emissione di fatture a fronte di assegni consegnati.

45) Causa civile per risarcimento danni all'avvocato che ha perso tutte le cause per suoi errori e sua responsabilità.







46) ...se mi rubano la macchina dirò che non ricordo dove l'ho parcheggiata e stapperò una bottiglia di Cartizze di Valdobbiadene con tutti voi che avete avuto la clemenza di leggermi!










INDICE










PRIMO VOLUME






CAPITOLO PRIMO


Non sono un avvocato... sono il sogno degli avvocati!


CAPITOLO SECONDO


Quel giudice cattivo ma "bono" da mozzare il fiato!


CAPITOLO TERZO


Bingo! Mezzo bicchiere di Jack Daniel's, così tutto d'un fiato a mo' di Tequila Bum Bum


CAPITOLO QUARTO


Corteggiarlo...mai!


CAPITOLO QUINTO


Non voglio l'immunità, ma tutto questo qualcosa vorrà pur dire?


CAPITOLO SESTO


Voglio fare una Bonellata


CAPITOLO SETTIMO


L'avvocato Ranucci del Foro di Viterbo e l'Oca morente...


CAPITOLO OTTAVO


Notte prima del..processo!

CAPITOLO NONO


L'avvocato Pierdomenico del Foro di Viterbo e la simulazione di reato


CAPITOLO DECIMO


Che te lo dico a fare? Tutto archiviato! In Procura hanno pure un dubbio sul sesso del mio collega


CAPITOLO UNDICESIMO


Con quel PM lì, farei tremare tutto il Palazzo di Giustizia!!!


CAPITOLO DODICESIMO


Oggi niente Tribunale! Un po' di pausa, nel pomeriggio andrò in Consiglio Comunale... un altro cinema di niente!


CAPITOLO TREDICESIMO


L'avvocato Sabatini del Foro di Viterbo riceve incarichi dall'aldilà!!!

CAPITOLO QUATTORDICESIMO


Il mio primo bodyguard


CAPITOLO QUINDICESIMO


L'avvocatessa Salvatori, l'avvocato Ricci, l'avvocato Migliorati e l'avvocato Barili del Foro di Viterbo e le loro fantasiose teorie per dimostrare l'indimostrabile!


CAPITOLO SEDICESIMO


"Tutte chiacchiere e distintivo" richiesta d'archiviazione del Sostituto procuratore, Franco Pacifici, e poi due anni e nove mesi solo per notificartela!


CAPITOLO DICIASSETTESIMO


Se a Viterbo ci fosse stato l'avvocato Giulia Bongiorno tutto questo non sarebbe accaduto!


CAPITOLO DICIOTTESIMO


"Sono un po' emozionata e mi gira la schiena!"


CAPITOLO DICIANNOVESIMO


Inciuci, intrallazzi, corruzioni, collusioni, intrighi e tresche a Palazzo?


CAPITOLO VENTESIMO


Per il giudice Mattei i notai possono anche chiudere. Una questione sui tempi dei verbi!


CAPITOLO VENTUNESIMO


Notte prima... del processo!


CAPITOLO VENTIDUESIMO


San Patrizio ha fatto il miracolo!


CAPITOLO VENTITREESIMO


Meno male che Massimo Fattorini c'è!


CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO


Bingo! condannata la titolare della concessionaria Mitsubishi di Viterbo, Mirella Proietti. Per il resto tutto rinviato al 10 Giugno!


CAPITOLO VENTICINQUESIMO


"Il progetto 106 va benissimo ma la cosa deve restare tra noi!"












SECONDO VOLUME






CAPITOLO PRIMO


Razzista a chi?


CAPITOLO SECONDO


Se non ci fosse l'amour...e intanto "Donna da Tribunale" sbarca nelle aule del tribunale di Viterbo


CAPITOLO TERZO


Giustizia fatta!!!


CAPITOLO QUARTO


Altre volte, invece, la LEGGE "NON" E' UGUALE PER TUTTI!
Ma, dicono, il Sistema si compensa!


CAPITOLO QUINTO


Slave to love


CAPITOLO SESTO


L'avvocato Marcello Polacchi ci prova!


CAPITOLO SETTIMO


Mirella Proietti della Mitsubishi Viterbo, condannata a restiruire le somme trattenute, a risarcire il danno e le spese legali.


CAPITOLO OTTAVO


E poi... chi lo sa se non lo sa? Che rientro!


CAPITOLO NONO


E dopo il pugno alla schiena diffondono false notizie dicendo che sono "lesbica"


CAPITOLO DECIMO


L'avvocato Stefano Clementi e La Casta


CAPITOLO UNDICESIMO


Il frullo della toga


CAPITOLO DODICESIMO


Alla fine tutto si ricompone


CAPITOLO TREDICESIMO


Il baratro ed il fuoriclasse


CAPITOLO QUATTORDICESIMO


Magistrati: li critico solo se ne ho una grandissima stima


CAPITOLO QUINDICESIMO


Avvocati: L'ignobile e l'illuminante, quelli chi ti pignorano le sentenze favorevoli e quelli che organizzano convegni


CAPITOLO SEDICESIMO


patrocinio infedele dell'avvocato


CAPITOLO DICIASETTESIMO


Mille e una toga il penalista tra cronaca e favola


CAPITOLO DICIOTTESIMO


Quartier generale


CAPITOLO DICIANNOVESIMO


Al lavoro!


CAPITOLO VENTESIMO


Apocalypse now. Fermi tutti!


CAPITOLO VENTUNESIMO


La svolta. Chiuse venti cause civili in un sol colpo!


CAPITOLO VENTIDUESIMO


Principe di... Galles 4 Maggio 2010


CAPITOLO VENTITREESIMO


Studio legale illegale


CAPITOLO VENTIQUATTRESIMO


Single... ad intermittenza e principi timidi e sublimi seduttori!
CAPITOLO VENTICINQUESIMO


Procura di Viterbo...il far west e fantavvocatura













CAPITOLO PRIMO





NON SONO UN AVVOCATO... SONO IL SOGNO DEGLI AVVOCATI!



"Complimenti per i suoi successi!". Eravamo tutti fuori la sede del partito per riprendere in video i vincitori delle elezioni per il tg della sera. Mentre stavamo guardando i vari cori di festeggiamento, qualcuno si avvicina a me, un signore che non conoscevo mi guarda, mi sorride e complimentandosi mi stringe la mano.

Lo osservo smarrita, penso che mi abbia scambiato per una delle candidate vincitrici, sto per dirglielo quando mi ripete ancora una volta quella frase stupenda che poi ricorderò per tutta la notte seguente! "Posso farle i complimenti per i suoi successi?". Mi giro con quell'aria a mezz'aria tra l'incredulo, il compiaciuto e lo stupìto a guardare il mio collega, il quale mi rassicura che quello lì ce l'ha proprio con me! Azzo! sarà per il giornale? Sarà per i corsi di lingua inglese pubblicati con il mio metodo? Sarà per i video realizzati? Sarà per le foto o per i progetti della associazione di volontariato? Per fortuna che il poveretto si è deciso a chiarirsi altrimenti finiva che con i miei voli pindarici, tutta l'attenzione si focalizzava su di me e gli eletti vincitori delle elezioni se ne andavano ed il servizio giornalistico da realizzare sfumava con loro.

"Complimenti per i suoi successi in Tribunale!". Altra stretta di mano! Sembrava che le elezioni le avessi vinte io. Si, perché tutti gli altri erano rivolti verso i festeggiati, mentre questo angelo venuto da non so dove, parlava solo con me! Si trattava del Tribunale, ma ne sapevo quanto prima, perché in Tribunale avevo vinto dieci processi tra penali e civili e altri venticinque erano in corso! No, non sono un avvocato... sono il sogno degli avvocati, con una cliente come me uno studio legale può anche chiudere al pubblico e dedicarsi solo alle mie pratiche!


Comunque quel caldo complimento e quella affettuosa stretta di mano fatta da uno sconosciuto e per giunta assolutamente inaspettata mi avevano toccato profondamente.


Di solito le mie giornate hanno inizio alle 2 e 30 del mattino, ma quella volta, dopo quella stretta di mano, giusto il tempo di realizzare le interviste, montarle e mandarle in onda, che subito l'eccitazione correva così a perdifiato che per tutta la notte non ho pensato ad altro e si sono fatte le 2 e 30 senza che me ne rendessi conto.


Dieci processi in dieci anni, tutti vinti! In una congerie di sentimenti contrastanti, patemi d'animo, scadenze, contatti con i testimoni, dichiarazioni e firme e ancora scadenze, notifiche, multe, attese dagli avvocati, attese ai processi, rinvii, imputati, parte civile, parte lesa, parte offesa, parte più che altro "esaurita", errori di percorso, recuperi e soldi, raccomandate non arrivate e archiviazioni inaspettate, esposti, denunce e querele, 335, 145 bis e 183 per parlare l'avvocatese, cancelleria, Procura, Ufficiali giudiziari, metal detector all'entrata del Tribunale e di nuovo interrogatori, riserve e sentenze.



E con le sentenze favorevoli non hai il tempo di stappare una bottiglia di champagne che già ti arriva la convocazione dall'Ufficio delle Entrate che ti multa per migliaia di euro, e tu che hai ragione... "basta che fai ricorso!", ti dicono, e giù ancora avvocati, commercialisti e parcelle, tariffe e prestiti. Parcheggio, corridoio, aule, uffici, scale, ascensori, bagni, plin plin trattenuta e bar del Tribunale sono le mie vasche giornaliere, tanto che se per due giorni non ci vado mi sento subito in ferie!



Poi d'improvviso le tragedie greche: "mi ammazzo? no! non mi ammazzo!", "lascio stare tutto? no! non gliela do vinta!", "scappo ai Caraibi? no! non posso!", "rinuncio? no! non rinuncio!".



Pignoramenti e verbali, pranzi saltati e cene rinviate, visure e certificati, autentiche, procure, deleghe e opposizioni alle archiviazioni, debitori che scappano, inseguimenti e appostamenti, giudici penali, giudici di pace, giudici monocratici, procuratori, pm, gup e gip, (no il fuoristrada), rinvii a giudizio, indagini preliminari e poi... quel giudice "cattivo", ma "bono" da mozzare il fiato! Sì, perché del dolore non vale la pena parlarne, ma dell'amore sì... eccome!




Tutti i lettori che dovessero riconoscersi, sentirsi coinvolti o nominati, hanno la possibilità di scrivere, replicare ed essere intervistati sia in video che su carta stampata, contattando la redazione di Viterbotv.it.






CAPITOLO SECONDO







QUEL GIUDICE CATTIVO MA "BONO" DA MOZZARE IL FIATO!



Quel giudice, Pietro Bonelli, in fondo è un uomo come tutti gli altri, a dispetto di quanto ha detto il premier Berlusconi, in un'intervista-choc al britannico "The Spectator". "Se fanno i magistrati è perché sono diversi dagli altri". In effetti hanno un nome e un cognome, hanno la testa, le braccia e le gambe come tutti gli altri, fanno tutto quello che fanno gli altri, nella vita privata, ma nelle aule del Tribunale, a pensarci bene, è un po' come dice Silvio.



Non ti puoi avvicinare, non ci puoi parlare, quando passi non ti vedono, non ti salutano, non ti ricevono, non ti danno il numero di telefono, non hanno un telefono fisso, né mobile né senza fili, entrano ed escono dal Tribunale da uscite sotterranee segrete. Ma la cosa più buffa e goffa è sentir parlare di loro gli avvocati, specialmente quelli giovani, "questo signora è un suo diritto, ma adesso non chiediamolo al giudice, altrimenti potrebbe irritarsi... adesso non è il momento perché il giudice è stranito per altri motivi... la legge è dalla sua parte adesso vediamo come la pensa il giudice!!! chiediamolo al prossimo appello perché adesso il giudice non è ben disposto!!! questa cosa non scriviamola adesso perché se il testo è troppo lungo, il giudice si stanca e non legge tutto! lei signora ha troppi testimoni, il giudice poi si arrabbia e non sente più nessuno, togliamone qualcuno!!! lei signora con tutte le sue denunce intasa la Procura e poi non la stanno più a sentire!".



Chissà, forse i giudici non sono proprio così, sono i giovani timorosi avvocati che li dipingono a loro immagine. A dire il vero negli anni io mi sono trovata al sicuro solo quando ho potuto parlare direttamente ai giudici. Il mio ambiente ideale è il processo penale da imputata, quando senza interventi di nessuno posso parlare per ultima direttamente al giudice, e in genere con i miei documenti e con le mie semplici parole posso difendermi con colpi di scena a sorpresa che ribaltano la situazione da imputata ad accusatrice. Arriva l'assoluzione e quindi denuncio e faccio condannare chi voleva fregarmi. Spesso quando denuncio chi mi ha truffato capita che venga tutto archiviato, e allora per arrivare davanti al giudice penale e far valere i miei diritti, devo sperare che chi mi ha truffato mi denunci lui, che in genere è più difficile che gli archivino la pratica! Così facendo con la mia brava sentenza di assoluzione in mano passo direttamente alla causa civile per il risarcimento dei danni.



Credo che attorno ai giudici si sia creato un alone di soggezione che non esiste. Se hai questa fiducia, puoi affrontare qualsiasi processo ed accettare qualsiasi sentenza perché sai che hai fatto tutto quello che dovevi e potevi fare.
Il problema nasce quando non hai la possibilità di parlare con il giudice. Ma come si dice, ci sono giudici e giudici e ci sono avvocati e avvocati. Bisogna anche essere un po' fortunati, meglio se innocenti come un bambino e sicuri, determinati e forti come un uomo, buoni incassatori come un pugile e pazienti come un praticante joga.


Quando sai di essere in regola non ti fa paura né soggezione nessuno.
Se poi trovi un giudice che ti condanna ingiustamente o non condanna chi tu hai denunciato, tieni sempre presente che la firma sulla sentenza ce la mette lui! Il problema non è il tuo è il suo! Ma queste sono considerazioni forti che si possono capire solo dopo anni e anni di pratica! Soprattutto quando ancora non hai chiuso tutte le pratiche!



Ma torniamo al Bonelli, il giudice cattivo, ma "bono". Per lui avevo una passione segreta che durava da quindici anni. Quel giorno che me lo presentarono, me lo ricordo come se fosse oggi. Avevo trenta anni, oggi ne ho quarantacinque. Eravamo in Piazza del Comune, io avevo un tubino nero ed un soprabito carta da zucchero di cachemire con una grossa cinta annodata alla vita. Tacchi a spillo e capelli corti platino, buttati indietro.



"Lei è Patrizia, fa la giornalista". "Piacere Pietro Bonelli... si ho letto questa mattina... un suo articolo sul Messaggero!". "Deficiente! non fare il deficiente!" gli disse il mio amico Rinaldo, ammiccando come si atteggiano gli uomini quando fanno gli stupidi con le donne. In effetti ero solo una giornalista praticante, diciamo pure aspirante, e non scrivevo certo sul Messaggero, e tanto meno con la mia firma.



Se non fossi rimasta inebriata da subito da quest'uomo lo avrei classificato un gigionatore come tutti gli altri, ma capii immediatamente che questo era uno di quei casi in cui sei cotta al punto tale che l'uomo potrebbe fare il buffone e sarebbe sempre interessante. Gigionare gigionano tutti, ma come lo aveva fatto lui era decisamente diverso e questo mi faceva capire che mi stavo mettendo in guai seri, ma come si dice... quando una tranquillina come me si affaccia da un ponte alto 120 metri, su un fiume in secca, apre le braccia ad angelo e, dopo essersi gustata il panorama mozzafiato, si lancia in volo solo attaccata ad un elastico, lasciandosi ciondolare a testa in giù a fine corsa... tutto il resto è noia!!!



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Sono una che ha continuo bisogno di forti emozioni, effluvi spumeggianti di una vita sentita e nutrita fino all'ultimo atomo, figuriamoci come potevo essere quindici anni fa a trenta anni. Innamorarsi di un uomo impossibile ed irraggiungibile, nell'inesorabile consapevolezza della sofferenza che ne può derivare, era nettare per me! Come disse il giardiniere innamorato alla Regina: "signora mia l'amore è amore".



Dopo le presentazioni andammo a cena insieme almeno ad altre dieci persone. Per tutta la sera mi limitai ad osservarlo, ascoltarlo, studiarlo, godermelo in segreto, lo mangiai con la mia fervida immaginazione. A dire il vero ero attratta da una soggezione che mi incuteva regalandomi emozioni tutte nuove e passeggiando tra desiderio istintivo e rifiuto razionale, mi perdevo nelle sue parole.



Con quel tono di voce che ha, tutto strano, tutto particolare, tutto suo, mi sentivo il mare in gola solo a sentirgli pronunciare una sillaba. Sembravo proprio stupida, è ridicolo, lo so bene, per una donna della mia età innamorarsi e perdersi così come una adolescente. Ma intanto l'emozione mi prende e mi strapazza fino al momento dei saluti e baci di buonanotte a cena terminata.



Fu il bacio più sensuale che abbia mai ricevuto da un uomo. Quella strattonata per avvicinarmi a sé, quell'appoggiare la guancia quasi alla ricerca di un contatto e poi, dopo la stretta forte della mano, quel passare palmo sul palmo quasi a voler tenere il contatto più a lungo. Avrei voluto appoggiargli l'altra mano sopra la sua e stringerla a me, ma non seppi far altro che abbassare lo sguardo e scappare via.



In vita mia non mi sono mai innamorata così, neppure del mio ex marito. Per la verità sin dai tempi del liceo, non avevo grande considerazione per gli uomini. Li vedevo come giocatori di calcetto, biliardo e poker, dediti al gossip che il più delle volte riguardava le loro performance amorose da riferire al bar, collezionisti di avventure da raccontare agli amici. Non ho mai capito perché anche quelli che avevano una moglie bellissima intelligente e magari in carriera, dovevano tradirla quasi fosse un obbligo!



Con un quadro del genere come fai ad innamorarti di un uomo? Con questo non voglio certo dire di essere attratta dalle donne. Ho avuto le mie belle storie con uomini veri, ma poi sempre insoddisfacenti. Certo non proprio tutti gli uomini sono così, il fatto è, che quei pochi rari casi di brillante rapporto fisico-materia grigia, non sono facilmente raggiungibili.



E così nel bel mezzo delle mie insoddisfazioni amorose piomba questo soggetto con una voce tutta particolare, con un modo di fare tutto suo, alto, bello, elegante, spiritoso goliardico, molto galante. Fin troppo serio, di quelli che per amore della propria carriera, pur estremamente galanti e spiritosi con le donne, risultano poi spaventati, riluttanti e fuggitivi nel caso qualche fanciulla volesse avvicinarli sul serio.




Tutti i lettori che dovessero riconoscersi, sentirsi coinvolti o nominati, hanno la possibilità di scrivere, replicare ed essere intervistati sia in video che su carta stampata, contattando la redazione di Viterbotv.it.







CAPITOLO TERZO





BINGO! MEZZO BICCHIERE DI JACK DANIEL'S, COSI' TUTTO D'UN FIATO A MO' DI TEQUILA BUM BUM











Oggi 9 Aprile 2010, dopo quattro anni da incubo ho avuto soddisfazione per i diritti lesi da un gruppo di rumeni. Due cause civili, due sentenze favorevoli due giudici che mi hanno dato ragione. La soddisfazione va a mille! corredata poi da 17.000,00 euro di risarcimento di cui presi oggi 11.000,00.



La storia, in breve, avevo acceso un mutuo per ristrutturare tre appartamenti, finiti i lavori, arredate con cura le tre case, le avevo affittate ad un gruppo di rumeni. Senza esitazioni, senza remore, senza pregiudizi né preoccupazioni, senza problemi di alcun tipo! Per questi ragazzi rumeni, con l'aiuto del mio collega, avevamo svolto tutte le pratiche burocratiche, gli avevamo trovato buoni e sicuri lavori presso amici imprenditori e gli avevamo, poi, messo a disposizione i locali della nostra associazione per permettergli di incontrarsi tra di loro e con i soci locali per meglio integrarsi nella nostra città.



Da un giorno all'altro, dopo parecchi mesi di affitti arretrati insoluti, un appartamento è stato abbandonato con ancora i piatti pieni di cibo sul tavolo. Un secondo appartamento, anch'esso dopo vari mesi di affitto arretrato insoluto, stava per essere occupato da una colonia di senza tetto rumeni con bambini al seguito, che solo grazie ai miei rocamboleschi appostamenti sono riuscita ad evitare, per merito anche della bravura dell'ufficiale giudiziario unita ad un pizzico di fortuna.



Grazie poi alla sfratto esecutivo è stato liberato in 24 ore. Ma le cose non finirono lì, al momento del rilascio dell'appartamento, il rumeno voleva ancora dei soldi da me per restituirmi la chiave di casa, al mio rifiuto si è portato via la chiave lasciandomi in strada con la porta di casa spalancata. Chiamate le forze dell'ordine, non fu mai più rintracciato, probabilmente rientrò in Romania, di conseguenza le denunce penali furono tutte archiviate.



Il terzo fu ancora più difficile, perché si presentò in redazione dicendo che non avrebbe più pagato l'affitto, e che avrebbe portato i suoi bambini così non avrei potuto mandarlo via, anzi avrei dovuto dargli io dei soldi a lui se non volevo guai. Feci la denuncia ma, che te lo dico a fare? Pur avendo testimoni fu tutto archiviato! Non contento, il rumeno, ma soprattutto sentendosi forte della archiviazione a suo carico, si recò pure dalla Guardia di Finanza per denunciarmi. La sua denuncia andò subito avanti, fui indagata e chiamata immediatamente per essere informata sulle multe che avrei dovuto pagare! Si parla sempre di parecchie migliaia di euro. Intanto non avevo incassato gli affitti, stavo ancora pagando il mutuo per la ristrutturazione, e non potevo riaffittare perché le case erano state lasciate in condizioni penose e bisognava prima, eventualmente, rimetterci le mani e rifare alcuni lavori, rispendendoci naturalmente altri soldi.



A questo punto giocò molto a mio favore l'esperienza maturata in anni e anni di pratiche, diciamo pure di rotture di cazzio. Si perché ormai sapevo che quando ti chiamano non sono tanto gentili, non ti conoscono e danno quasi per scontato che tu abbia torto. In genere il truffatore incallito non si intimorisce affatto, ma una persona normale come me e come te che mi leggi, rischia di offendersi ed agitandosi per l'ingiustizia e la beffa subìta, rischia di compromettersi senza neanche riuscire a far valere tutte le ragioni che ha! Io poi, sono una di queste, mi offendo e non riesco a far valere le mie ragioni al momento. La timidezza e l'educazione in questo campo ti fregano!
Ma stavolta, essendo una veterana, escogitai un piano infallibile. Prima di presentarmi al Comando della Guardia di Finanza, mandai giù tutto d'un fiato mezzo bicchiere di whisky, un ottimo Jack Daniel's che mi rese meno timida e addirittura sfrontata, quanto basta per far capire e far vedere con calma e lucidità i documenti che mi avrebbero dato ragione.



Così fu.



L'unico problema è che a furia di Jack Daniel's e Tequila Bum Bum, negli anni di fitti interrogatori, ho un po' perso la forma smagliante che avevo quando indossavo quel tubino con i tacchi a spillo. Tutto non si può avere! Ma sarà meglio cominciare ad escogitare un altro piano di attacco-difesa meno calorico!




In questa strana società, se sei troppo onesto, diciamo pure "coglionazzo" devi imparare a tutelare la tua condizione, perché i truffatori o anche i semplici figli di puttana, sono tutti addosso a te, e le Forze dell'Ordine, vedendoti così, sono più propensi a credere che li stai prendendo in giro, tanto è rara la tua condizione, si arrabbiano ancora di più e non hai scampo!



A volte, quando trascorro le nottate a studiare le strategie di difesa per i vari procedimenti, mi viene spesso una battuta facile facile: "se rubavo avevo meno problemi". La battuta è facile, ma devo dire che non è così, se non nell'immediato. Ma il problema è proprio questo, anche se vinco tutte le cause e tutti i processi, dopo dieci anni ho sottratto tempo al mio lavoro, alla mia famiglia, ai miei hobbies a me stessa e alla mia vita. Per questo dico che il Sistema vince anche se alla fine la Giustizia trionfa!



E se posso dedicarmi alle questioni di principio è solo perché posso permettermelo, per questo mi sento, malgrado tutto, molto fortunata.




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CAPITOLO QUARTO








CORTEGGIARLO... MAI!



Questo mese ho in programma interrogatori, udienze e memorie. Il mio è a tutti gli effetti un lavoro. E' un po' come giocare in Borsa, in casa ho uno studio per la redazione del videogiornale, uno studio per i miei hobbies, una sala per le attrezzature sportive ed una intera stanza dedicata alle pratiche legali. Cartelle, documenti, pc, stampante, fotocopiatrice, bolli, buste e moduli per le raccomandate, registratori, calendari e lavagne per non dimenticare gli appuntamenti in scadenza.



La mia vita ruota intorno alle scadenze delle pratiche, alla presentazione dei documenti, delle prove e delle dichiarazioni dei testimoni, preventivi per risarcimenti danni e perizie di ogni genere. Atti notarili e visure catastali. Ho una vera passione per la collezione di sentenze, a volte sono un po' come le vittorie di Pirro, ma non fa niente, è diventata tutta una questione di principio. Uno dei miei scopi ultimi è quello di dimostrare che alla fine i buoni vincono... ma molto alla fine!



Economicamente tutta questa impresa ruota attorno ad un budget di oltre 250.000,00 euro, ma la soddisfazione di veder puniti i cattivi non ha prezzo! E' vero, a volte devi aspettare anni e anni, ma di certo se avessi potuto fare a meno di tutto ciò lo avrei fatto volentieri, la mia è solo una forma di difesa per affrontare qualcosa da cui comunque non posso sottrarmi. Dopo anni di pratica di arti marziali impari a girare in positivo anche le situazioni più critiche.



Menomale che Pietro Bonelli c'è! Si, anche se questo ignaro oggetto del desiderio neanche immagina lontanamente le fantasie che ruotano attorno a sé, è un punto fermo nella mia vita segreta, è una garanzia di tranquillità. A volte penso che una relazione potrebbe compromettere l'ammirazione che ho per lui e davvero non saprei più cosa fare.
Il vero problema è che non riesco a trovare un altro uomo, perché il termine di confronto è alto. Paragonato a lui un altro uomo, anche se più giovane, più bello, più tutto quello che ti pare, non è come lui. Mi emoziono solo a sentire la sua voce, i suoi discorsi, i suoi modi di fare, tanto che quando devo parlarci sembro stupida. Dopo tanti anni ancora provo le stesse emozioni, anche se per mesi e mesi non lo vedo e tanto meno ci parlo.



Ricordo che, dopo il primo incontro di quindici anni fa, cercai di avvicinarmi a lui con molta discrezione. Con la scusa di realizzare un servizio televisivo, uno speciale su un processo che fece scalpore, chiesi in cancelleria informazioni su di lui. Da quanto tempo svolgeva la sua attività a Viterbo, dove e cosa faceva prima di approdare in città, quante sentenze all'attivo, e poi così, quasi distrattamente, chiesi se era sposato, mi dissero di no. Ma come scoprii poi, anche i cancellieri sbagliano clamorosamente...



Corteggiarlo mai! Come donna preferisco essere corteggiata e soprattutto da uomini che ignorano di essere nei miei pensieri, ma cercando di capire come potevo avvicinarlo, mi confondevo tra i colleghi giornalisti e seguivo i suoi processi per motivi di lavoro. Però che estasi ascoltarlo mentre rimproverava i cancellieri, i carabinieri che accompagnavano i detenuti o redarguiva i testimoni reticenti, un vero duro! Capace però di riprendere gli imputati, vecchie conoscenze, quasi con fare paterno. E poi la lettura delle sentenze, che uomo! che passione! Ed io lì con i colleghi magari a criticarlo ferocemente, tanto per non dare nell'occhio, in realtà potevo anche svenire solo a vederlo. Che attrice! Che interpretazione di alto livello! In quindici anni non si è mai accorto di nulla.



Finché un giorno così, per caso, scopro che un suo amico intimo era una mia vecchia conoscenza. Un gran bell'uomo anche lui, un noto collezionista di donne, un tomber de femme ormai vecchio gallinaccio, amico di famiglia che io conoscevo sin da bambina.



Giuseppe Rossi poteva farmi avvicinare al Bonelli. Cominciai con lui una assidua frequentazione, stando vicino a Giuseppe sentivo spesso parlare del Bonelli e delle sue sentenze e quando gli telefonava per consigli d'ufficio, lo sentivo in viva voce, lo ascoltavo e segretamente ne godevo all'insaputa di tutti.



Ebbi poi l'opportunità di incontrarlo ancora un paio di volte. Una sera, in particolare, andammo a cena a casa di amici, perché il Bonelli e Giuseppe dovevano riappacificarsi dopo una incomprensione di percorso. Finita la cena, qualcuno si era alzato dalla tavola per avvicinarsi al caminetto, ed io mi trovai di fronte al Bonelli, ma a distanza di due posti.

Mi guardò, aveva gli occhi lucidi per la stanchezza e continuava a versarsi del vino rosso, "Avvicinati, perché stai così lontana?". "Sono molto più vicina di quanto pensi", risposi io, lui sorrise e con quell'aria da uomo vissuto mi rispose: "si lo so". Non seppi mai se capì che mi riferivo proprio a lui, mi rimase sempre il dubbio che pensasse che parlavo del suo amico Giuseppe, infatti, venni poi a sapere che girava un gossip sulla mia relazione proprio con Giuseppe, che non riuscii a sedare tanto ero interessata a frequentare Giuseppe per raggiungere Bonelli.



Quella sera in quella taverna, Giuseppe e Bonelli si abbracciarono per riappacificarsi davanti agli applausi di tutti. Come avrei voluto essere al posto di Giuseppe!



Quando ci salutammo lo sfiorai e guardandolo mi girava un po' la schiena, ma mentre eravamo nel giardino lungo il viale per raggiungere le macchine, sentii qualcuno nominare la moglie di Bonelli!?! Mi crollò il mondo addosso. Ma allora il Bonelli era sposato. Eppure in cancelleria mi avevano detto di no, e poi presentandosi sempre da solo alle cene sembrava proprio un single! Che delusione! Smisi di frequentare Giuseppe, e dovetti sopportare le voci sulla mia presunta relazione con Giuseppe, ma chi se ne fregava. Per Giuseppe Rossi, poi, era più importante che tutti pensassero che fossi la sua donna, più che esserlo davvero!




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CAPITOLO QUINTO








NON VOGLIO L'IMMUNITA', MA TUTTO QUESTO QUALCOSA VORRA' PUR DIRE!





Viterbo, notte del 12 Aprile 2010 ore 3.50. Tra qualche ora avrò un interrogatorio in Procura, stavolta niente Tequila Bum Bum, ho deciso di smettere. Si tratta di una questione di circa 100.000,00 euro. Invece Giovedì avrò un processo che mi vede imputata, perché sono stata truffata per 2.500,00 euro, dopo aver pagato in anticipo, con assegni intestati al titolare di una ditta di infissi, per l'applicazione di una veranda, mi sono permessa di telefonare per sapere che fine avevano fatto gli infissi o i soldi. Sono stata denunciata per molestia! La mia denuncia, che te lo dico a fare, è stata archiviata, mentre la assurda denuncia per molestia sporta dal sedicente titolare della ditta di infissi è andata avanti!



Intanto, dopo tre anni, il lavoro non è stato realizzato e neanche i soldi restituiti. Ricorda sempre, se ti truffano, non ti devi neanche lamentare, altrimenti ti denunciano per molestia, non ti devi fare giustizia da solo, perché è un reato. Puoi denunciare i fatti, ma ti verrà tutto archiviato. Per fortuna che il truffatore mi ha denunciato lui, altrimenti non sarei mai arrivata davanti ad un giudice! Comunque speriamo che me la cavo!



All'entrata del Tribunale, il metal detector suona, ma io ormai sono di casa e non ci fa più caso nessuno. Anche questo è un piacere! Il poliziotto si fida di me! L'interrogatorio è andato bene, sembra un esame universitario, mi sono ricordata date e particolari, sì perché a volte dimentico pure il titolo dei procedimenti che ho! E non è una cosa strana, è normalissimo, i dati sono moltissimi, e se non posso concorrere per il record dei record, perché ci sono tanti imprenditori o grandi ditte o grossi proprietari che ne hanno più di me, io sicuramente li supero per un motivo specifico.



E' il meccanismo che mi contraddistingue e mi caratterizza in modo particolare che mi rende diversa da tutti gli altri ed è per questo che lotto. I miei procedimenti hanno tutti un iter identico, io vengo truffata, sporgo denuncia, la denuncia viene archiviata, il truffatore forte della archiviazione mi denuncia... e qui viene il bello! Al processo io vengo assolta e poi posso finalmente agire con la sentenza in mano! Ora non è che voglia l'immunità per questo motivo, ma vorrà pur dire qualcosa tutto questo? O interrompiamo questo meccanismo oppure sarò prigioniera di tutto ciò per tutta la vita.



A questo punto mi viene da dire sempre "menomale che Bonelli c'è!"




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CAPITOLO SESTO












VOGLIO FARE UNA BONELLATA



Voglio fare la dura come Bonelli!



Sì, oggi senza tequila bum bum ho scoperto di essere ancora più tosta!



Sono più cazzuta che mai, voglio essere come mio padre novantatreenne, e se adesso posso cazzeggiare con voi che mi leggete, lo devo solo a lui, sì, solo alla sua vita ineccepibile, al suo lavoro onesto, alla sua lealtà verso tutti, a volte penso che se mi avesse insegnato ad essere più figlia di mignotta sarebbe stato meglio, avrei avuto meno problemi, ma poi... con lui fino alla morte!!!



Sì sono proprio come lui, niente da fare, voglio Giustizia, voglio Lealtà, voglio Coraggio, voglio quello che mi spetta, voglio andare contro i cattivi, contro i truffatori, contro i bugiardi, contro i delinquenti, contro tutte le forme di arroganza, prepotenza e sopraffazione.



Voglio Giustizia! Ce la farò?



Oggi sarà una giornata di fuoco, devo redigere due denunce, e non per mia iniziativa… che te lo dico a fare? Perché come al solito sono stata ingiustamente denunciata, ma, poi, le sentenze sono state tutte a mio favore, e ora voglio Giustizia.



Se fossi nata uomo sarei stato un guastatore del Battaglione San Marco, Alpino Paracadutista e pure Sommozzatore "provate un po' a darmi fastidio?"




Mi è stato proposto di andare incontro alle persone che hanno perso le cause con me. Ma il punto è che prima di perdere hanno provato il tutto per tutto per fregarmi. Dopo non aver pagato gli affitti, se ne sono andati via portandosi dietro i miei mobili di famiglia ai quali tenevo, non tanto per il valore, ma per un senso affettivo di ricordo delle case dei miei genitori. Non contenti di ciò hanno sporto denuncia presso la Guardia di Finanza, dichiarando il falso contro la mia persona. Purtroppo, pur avendo spiegato la situazione, i verbali sono stati redatti e le multe a seguito degli accertamenti avviate, perché le sentenze a mio favore sono arrivate pochi giorni dopo e, comunque, si sono rese esecutive da poco.



Dovrei pagare multe salatissime su somme non percepite, fare ricorso è d'obbligo, ma il ricorso ha un costo e, quindi, un altro danno certo. Come se non bastasse, hanno lasciato un debito da pagare di euro 2.000,00 di consumo dell'elettricità, che naturalmente per la fiducia che gli era stata accordata era rimasta intestata a mio nome. Un vero tocco di fresconaggine da parte mia, lo so! Pur avendo una sentenza che li condanna a risarcire i danni, non hanno mai dato un euro perché, sostenevano di non avere liquidità, peccato che da una visura alla Motorizzazione è risultato che avevano appena acquistato una autovettura nuova fiammante.




Dopo appostamenti, inseguimenti e rocambolesche tattiche riesco a far sequestrare l'automobile... naturalmente nella vita non devi far altro, perché il tempo di fare altro non c'è, ovviamente. Per arrivare al pignoramento devi pagare, anticipare e aspettare, aspettare, aspettare. E' la Legge che lo prevede!




Fatto ciò, credi di aver finito, e invece no, i debitori possono chiedere la "conversione", ossia il pagamento in 18 rate dell'importo del bene pignorato, che tu potrai prendere solo al termine. E' la Legge che glielo permette!!!




Quello che non ho ancora capito è cosa permette la Legge a me, che sono la creditrice!



Comunque, come già detto, vedere i cattivi puniti non ha prezzo! Quanto ci vuole ci vuole, "quanto vole vole!" diceva un mio amico, ormai è una questione di principio.




Quindi niente trattative, ma denuncia per furto di mobili, denuncia per calunnia e pretesa di esecuzione delle sentenze per la riscossione del risarcimento dei danni subìti.



Oggi mi sento un po' Bonelli. E ci sto prendendo gusto! Se lo avessi conosciuto prima di sua moglie sarebbe stato di certo l'uomo della mia vita!




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CAPITOLO SETTIMO










L'AVVOCATO RANUCCI DEL FORO DI VITERBO E L'OCA MORENTE...




Quello che succede nelle aule del Tribunale, a volte, è meglio del Cinema! In uno dei tanti processi che ho dovuto subire, e dal quale sono uscita assolta e vincente, sembrava di stare a metà tra il Circo, il Cinema e la Vecchia Fattoria ia-ia-o, e per il pubblico è pure gratis!



La storia, come da copione, è la solita, vengo truffata da una agenzia immobiliare, che prima di sapere se il venditore accetterà la mia proposta d'acquisto, pretende ed incassa la sua provvigione di 5.000,00 euro oltre a 10.000,00 di caparra per il terreno da acquistare. Mi reco, con un assegno già intestato al venditore dell'intera cifra rimanente, entro i termini, dal notaio, come da accordi presi, addirittura con diffida ed ultimatum del venditore, ma, c'è da dirlo? Non trovo nessuno. Sparita l'agenzia, sparito il venditore spariti i 15.000,00 euro anticipati. Essendo tutto documentato, dall'erogazione della banca dell'assegno circolare intestato al venditore di 180.000,00 euro, all'appuntamento dal notaio, a varie raccomandate e telegrammi, chiedo il doppio della caparra più le spese come previsto in questi casi. Probabilmente il venditore aveva trovato un migliore acquirente. Ma sono tutti spariti, sporgo denuncia penale con tutta la documentazione e tutti i miei vari testimoni tra cui la banca ed il notaio, oltre agli assegni emessi. Scopro pure che il terreno non era libero. La truffa c'è dal momento che non vengono restituite le somme.



Che te lo dico a fare?



In Procura tutto archiviato!



Partono così due cause civili al venditore e alla agenzia immobiliare per il risarcimento del danno. Per fortuna che le cause civili non possono essere archiviate! Per la truffa nulla da fare.



Cosa succede?



Presento un esposto alla CCIAA alla commissione appena appositamente istituita per accogliere questo tipo di denunce.



Stavolta i cattivi hanno superato se stessi! La commissione che doveva prendere provvedimenti, ha accettato da parte della agenzia immobiliare documenti in fotocopia contraffatti, quando io avevo l'originale evidentemente diverso. Non contenti hanno immediatamente provveduto a segnalare il mio nome alla Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale, che prontamente mi hanno convocato per irregolarità segnalate dalla commissione stessa che doveva indagare sulla agenzia da me denunciata. Invece di indagare sull'operato scorretto e sui documenti contraffatti in fotocopia, hanno subito, immediatamente e prontamente indagato su di me, perché, a loro dire, stavo effettuando vendite immobiliari senza regolare tesserino di agente immobiliare.

Il mio collega aveva pubblicato una intera pagina con le mie pubblicità di vendite immobiliari. Peccato che i cinque appartamenti erano tutti di mia proprietà e pertanto non stavo effettuando una vendita come agenzia, ma stavo semplicemente vendendo le mie proprietà!!! La cosa sconvolgente è che da me hanno ovviamente preteso tutti i documenti di proprietà in originale e non in fotocopia, come fatto per l'agenzia truffatrice!



Comunque una volta chiariti i miei diritti, nel frattempo, per mia soddisfazione personale, mi sono presa il tesserino da agente immobiliare superando l'esame previsto alla CCIAA. Invece risultava scoperto l'agente che aveva trattato con me per la vendita del terreno per conto dell'agenzia, ma nessun provvedimento fu preso nei suoi confronti.



Per l'agenzia tutto archiviato, ma siccome non avevo intenzione di mollare, ho di nuovo presentato l'esposto alla CCIAA. La commissione vistasi braccata così pressantemente cosa ha fatto? Invece di indagare finalmente sull'operato scorretto dell'agenzia truffatrice, dal momento che io avevo in mano i documenti originali e quelli presentati dall'agenzia erano in fotocopia contraffatti, ha pensato bene di chiudere i battenti!



Ebbene sì, la commissione, presieduta dal signor Franco Boccolini, ha chiuso, non esiste più. In confronto Pilato è un dilettante!



Però che soddisfazione, l'ho fatta chiudere io?



L'agenzia invece di ritenersi fortunata ha voluto strafare, presentando una denuncia penale contro di me e, naturalmente, chiedendo un rimborso di euro 10.000,00!!!



Andiamo al processo, a difendere l'agenzia è l'avvocato Ranucci, il quale poveretto ha dovuto fare il "cinema" per convincere il giudice sull'impossibile da dimostrare.

Il Ranucci, sotto gli occhi esterrefatti del giudice Fagioni, ha iniziato una arringa tutta sua particolare: "signor giudice" ha esordito il Ranucci, "vede, la signora Coppa sembra... ha presente l'oca quando sta per morire? è già stata colpita, sta morendo, e intanto continua a sbattere le ali?... ecco così è la signora Coppa, un'oca!" naturalmente ha anche mimato il gesto dello sbattimento di ali, e, devo dire che quello gli era venuto assai bene! Io intanto, potrai capire tu che mi leggi, che altro sbattimento avevo in quel momento, ed invece dovevo stare lì ad ascoltare impassibile, perché il rischio, direi lo scopo, è che sbotti, così ti denunciano subito. Diciamo che nella mia, chiamiamola pure simpaticamente fresconaggine, non ero proprio una novellina e mantenni i nervi ben saldi, ma se solo avessi potuto agire...



Io, come oca, intanto gli avrei dato un bel morso là dove non batte il sole, si sa che le oche quando si incazzano, si incazzano. Poi, per rimanere sempre nella vecchia fattoria, avrei voluto paragonarlo ad un animale con le orecchie lunghe, visto che non è neanche riuscito a vincere il processo, consigliando male la sua cliente.


Ma siccome sono una signora non ho fatto nulla di tutto ciò, mi sono limitata ad alzarmi per ultima e a mostrare al giudice i miei bei documenti originali che dimostravano definitivamente la truffa dell'agenzia e la mia innocenza a qualsiasi reato. Ora, con la sentenza in mano, ho contro denunciato l'agenzia.



L'avvocato Ranucci ha fatto la sua arringa e io la mia satira! Ad ognuno il suo!



Lo avrei potuto denunciare per ingiuria, ma astrattamente è un simpaticone, potrebbe fornirmi da solo materiale per un altro romanzo, anzi per una commedia brillante! Poi, è uno sportivo e questo lo salva rendendolo ancora più simpatico, addirittura ad una cena del Panathlon l'ho visto perfino commuoversi e piangere, chi lo avrebbe mai detto?




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CAPITOLO OTTAVO










NOTTE PRIMA DEL... PROCESSO!





Giovedì 15 Aprile ore 2.50, tra qualche ora sarò processata.

Ho pagato una fornitura di infissi presso un capannone al Poggino, per la realizzazione di una veranda da realizzare alla casa del mare, per un totale di 2.500,00 nel Luglio 2007, con due assegni intestati al sedicente titolare del capannone. Ad oggi, Aprile 2010, i materiali non sono arrivati, né tanto meno l'opera è stata realizzata, né i soldi sono stati restituiti!



Il sedicente titolare, vengo a sapere dopo, pluripregiudicato per reati affini, mi consegna nell'Ottobre 2007 una cambiale che, naturalmente, non verrà mai onorata.



Chiamo la Guardia di Finanza dall'interno del capannone che interviene sul posto, sporgo regolare denuncia, ma che te lo dico a fare?







-Tutto archiviato! La motivazione? Si tratta solo di un ritardo nella consegna, dal 2007 al 2010 un bel ritardo!



Per la cambiale non onorata sporgo regolare denuncia, ma che te lo dico a fare?



- Tutto archiviato, anzi la Guardia di Finanza indaga su di me! Mi notifica un verbale di constatazione su denuncia di un rumeno assistito dal titolare del capannone, che si spacciava pure da segretario nazionale di un sindacato. Risulterà poi che il vero segretario è un'altra persona ed il rumeno che mi aveva denunciato è quello che ha perso due cause perché non aveva pagato gli affitti per un anno, rubando i mobili da casa di mia madre come recita la sentenza che ho in mano. Adesso devo pure affrontare il ricorso all'Ufficio delle Entrate per le multe notificate sul mancato pagamento delle tasse sugli affitti, in realtà non incassati.



Il sedicente titolare del capannone e sedicente segretario nazionale del sindacato, firmatario della cambiale, non onorata, si presenta alla redazione del mio giornale e, davanti a testimoni, per ben tre volte e dichiara, a telecamere accese, in ben tre occasioni, che i soldi che gli ho dato per gli infissi, li ha dovuti dare ad un suo amico perché, poverino, aveva un assegno che gli stava andando in protesto!!!




Questo si chiama "cambio di destinazione" che dovrebbe andare avanti d'ufficio, ma qui non va avanti neppure con tutte le registrazioni e le testimonianze depositate.



Sporgo regolare denuncia allegando il dvd con tutte le registrazioni delle dichiarazioni avvenute anche di fronte ad altri testimoni, denuncia che dovrebbe proseguire "d'ufficio". Ma che te lo dico a fare?



-Tutto archiviato!



Mi reco con mia madre, presso l'ufficio del sedicente segretario, ossia l'attività commerciale della moglie, perché, a suo dire, sta momentaneamente traslocando la sede, in realtà inesistente, del suo sindacato, per avere notizie del lavoro o dei soldi dati, ma veniamo male apostrofate dalla convivente del sedicente segretario, senza ottenere alcuna informazione. Usciamo, sporgiamo regolare denuncia per ingiuria, ma che te lo dico a fare?



-Tutto archiviato! Anzi, oltre il danno, la beffa vengo denunciata per molestia, e la cosa che fa scoop è che la sua denuncia per lo stesso episodio, va avanti immediatamente, prontamente, inesorabilmente, ineccepibilmente, così sono io processata.



NO COMMENT! I fatti si commentano da soli.



Mi oppongo all'archiviazione, è presente per la controparte l'avvocato Pierdomenico del Foro di Viterbo, il quale cerca di convincere il giudice ad archiviare le mie denunce, malgrado le evidenti prove a mio favore, perché, a suo dire, sarei stata condannata per simulazione di reato. Però gli sfugge che sono stata assolta con formula piena e non ho alcun precedente penale.
Gli sfugge pure che è il suo cliente ad avere parecchie condanne per reati affini.




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CAPITOLO NONO








L'AVVOCATO PIERDOMENICO DEL FORO DI VITERBO E LA SIMULAZIONE DI REATO



Anche l'avvocato Pierdomenico è attratto e affascinato da questa bella trovata ad effetto, a tutti fa comodo utilizzare questo argomento, ma non è mai servito a nulla, perché in primo luogo sono stata assolta con piena soddisfazione e, soprattutto, perché tutti quelli che lo hanno utilizzato sono stati poi condannati essi stessi.



Giugno 1999: vengo aggredita presso una sala comunale sede di attività dell'associazione di volontariato che dirigo. Ancora sotto shock vengo portata in autoambulanza al Pronto Soccorso di Belcolle, dove vengo medicata e mi viene rilasciato un certificato di alcuni giorni di guarigione. Oltre alla denuncia contro ignoti denuncio il furto, durante l'aggressione, di alcuni documenti dell'associazione, che specifico nel particolare. In un primo momento accusata di simulazione di reato vengo, poi, assolta con formula piena.



La cosa sembra finire lì, ma successivamente e inaspettatamente una assistita dai Servizi Sociali del Comune di Viterbo, che avevo aiutato inserendola nei progetti dell'associazione, in collaborazione con il Comune, si inventa di farmi una causa di lavoro spacciandosi per mia dipendente. Naturalmente perse la causa, con mia grande soddisfazione, perché, come è noto, non è una cosa facile dimostrare di non essere datore di lavoro.



Ma, cosa assai più grave, è che quella signora si reca presso la Guardia di Finanza per sporgere denuncia contro di me, alla quale feci, poi, ricorso vincendo sempre fino alla Cassazione. Quando vado a fotocopiare il fascicolo scopro che quella signora al momento della denuncia alla FdG oltre a far riferimento, come al solito, alla mia presunta simulazione, aveva presentato alcuni documenti per far avvalorare la sua tesi, carte che non le sono servite, ma, indovina un po' di quali documenti si trattava? Esattamente dei documenti che mi avevano rubato proprio quella sera dell'aggressione e che avevo descritto minuziosamente nella mia denuncia la sera stessa. Successivamente ho denunciato quella signora che è stata condannata e che ora sta pagando il risarcimento del danno.



Negli anni, poi, altri due soggetti hanno tentato truffe contrattuali e falsificazioni adducendo questa mia presunta simulazione, ma una volta richiesta la perizia d'ufficio, sistematicamente le perizie calligrafiche mi hanno dato ragione.



Una volta per tutte l'unica simulazione che faccio è quella ai miei corsi di lingua inglese con il mio metodo di insegnamento. Per l'apprendimento della lingua simulo due situazioni, la prima è quella di stare sul posto, in Inghilterra, e invece stiamo a Viterbo, e l'altra è quella di fingere che gli allievi abbiamo due anni di età, perché a quell'età si apprende in un modo più spontaneo. Queste sono le uniche simulazioni che mi interessano e di cui sono competente.





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CAPITOLO DECIMO










CHE TE LO DICO A FARE? TUTTO ARCHIVIATO! IN PROCURA HANNO PURE UN DUBBIO SUL SESSO DEL MIO COLLEGA







Oggi, 15 Aprile 2010, ancora una proposta di archiviazione ad una denuncia che avevo presentato, ma l'opposizione alla proposta di archiviazione era già stata preparata tanto ne ero sicura, che ormai quando compilo una denuncia preparo già l'opposizione. Poi non posso lasciar stare perché magari dicono che sei tu che non sei sicuro di quello che fai! E' meglio che la firma sulla archiviazione finale ce la mettano altri. A me piace dormire tranquilla.



Comunque le motivazioni alla proposte di archiviazione sono da collezione, le sto raccogliendo per un blob che poi metterò insieme, così, per ridere un po'. Su internet andrebbe da matti una storia del genere, magari interattiva, dove tutti possono aggiungere le proprie esperienze.



Una chicca la voglio anticipare, nella mia raccolta di motivazioni più fantasiose delle proposte di archiviazone ce n'è una da paura! Una volta feci una denuncia per ingiuria, dopo che una persona aveva detto, al mio collega, che stava prendendo le mie difese, in mia presenza: "Stai attento perché stai difendendo una che non ci sta con la testa", facendo anche il segno del dito che gira sulla tempia. Ebbene riuscirono ad archiviare anche una cosa del genere con tanto di testimone! La giustificazione fu che non era chiaro a chi si riferisse la persona che mi aveva ingiuriato.




Che te lo dico a fare? Tutto archiviato!



Visto che eravamo in due, ed io sono una donna, la frase "stai attento" non poteva che essere rivolta al mio collega uomo, a meno che in Procura abbiano dei dubbi sul sesso di appartenenza del mio collega...


Comunque la persona che mi ha ingiuriato ed offesa è stata in seguito condannata, ma per non far archiviare la denuncia ho dovuto farla firmare ad un altro! Alle volte basta un niente!!!




Ma veniamo al processo di oggi. La storia è di per sé paradossale, basti dire che la denunciante ha giurato di dire la verità e pertanto posso contro denunciarla per calunnia per aver dichiarato affermazioni che sono state smentite dagli stessi documenti presentati ed indicati nel fascicolo. A parte questo, la denunciante ha pure dichiarato di non conoscere il motivo per cui mi ero rivolta a lei, e qui mi riservo di dimostrare il contrario, non solo con i miei testimoni, ma addiritura con documenti firmati dalla stessa.



Per questo rimando alla fine del processo per non rovinare il finale, ma il momento più estasiante è stato quando alla denunciante il mio avvocato le ha chiesto che rapporti aveva con il suo unico testimone, che, lo ricordo, è colui che ha incassato i miei assegni per effettuare un lavoro di infissi, che non è mai stato realizzato, né restituiti i soldi.



Ebbene la stessa ha esordito dicendo "da molti anni convivo con quest'uomo, ma adesso più che altro coabito con lui, c'è una certa differenza... ci tengo a precisarlo!"... non oso ripetere la battuta che è scappata ad un burlone che era tra il pubblico!



Ma tu guarda a cosa devi essere sottoposto dopo che ti hanno preso i soldi, non te li hanno restituiti e ti sei permesso di andare a chiedere che fine avevano fatto. Ti hanno firmato una cambiale, che naturalmente non hanno onorato, e oggi la denunciante ha pure detto che il suo "coabitante" testimone, avrebbe saldato il debito perché io ho pignorato la sua automobile!






Oltre il danno la beffa, perché devi sapere, tu che mi leggi, che per pignorare la macchina ho dovuto anticipare una somma che si agira intorno ai 250,00 euro, tra precetto, pignoramento, vendita, carroattrezzi e deposito giudiziario, che va a sommarsi ai 2.500,00 euro che non mi hanno restituito e per cui avevano firmato la cambiale. La macchina non è stata venduta, e comunque il valore era di parecchio inferiore al credito, pertanto il debito non solo non è estinto, ma è addirittura aumentato! E pensa che andiamo avanti dal 2007 e con oggi ancora non è finita, ma il divertimento per la battuta del burlone del pubblico non ha prezzo!



Menomale che poi mi sono un po' distratta con un PM da sballo che si agira per il Tribunale!




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CAPITOLO UNDICESIMO










CON QUEL PM LI' FAREI TREMARE TUTTO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA!!!




Sì, mi sono un po' distratta con un PM da paura. Che uomo! Bello come il Sole, combattivo come piace a me! Con quel PM lì farei tremare tutto il Tribunale a bordate, come solo lui le sa dare, magari fossero tutti così! E' il simbolo della Giustizia, che pezzo d'uomo! e non ce n'è per nessuno! Forte, audace, sicuro, un incursore del Battaglione San Marco, e poi è pure simpatico. Che piacere ascoltarlo, seguirlo, sentirsi al sicuro quando c'è lui! Di quelli che quando sono convinti di una cosa, non hanno timori di nessun tipo, così deve essere.



Eh, quel PM lì...capelli rasati brizzolati, fisico possente, voce tonante, sguardo ammaliante con quella toga nera che lo rende ancora più misterioso. Tutto questo rende accettabile i miei processi. Ma poi, via di corsa a preparare altre denunce, altri procedimenti, altri dibattimenti, altri sbattimenti. Che vita da Tribunale!



A fine mese ho una causa piccola piccola, una causetta, si fa per dire, per fatti risalenti al 2007. Il fatto. Mi reco presso una concessionaria di auto, per acquistare un fuoristrada, sì mi piacciono le cose grosse! di quelli americani magari con i fari sopra il tettino come quelli dei rangers. Tutti i gusti sono gusti!



Mi reco al salone espositivo, scelgo la "belva", nera aggressiva, il responsabile delle vendite mi accoglie con tutte le gentilezze del caso, si tratta di 35.000,00 euro, optional più, optional meno.
Gli spiego che succesivamente voglio acquistare una cellula abitativa da montare sopra il fuoristrada, come si dice, una americanata, e, naturalmente, chiedo il modello adatto. Mi assicurano che, ovviamente, non c'è alcun problema. I problemi, di norma, vengono immediatamente dopo la vendita, non prima. Infatti, con una telefonata alla sede centrale della concessionaria a Milano, scopro che non è possibile la modifica richiesta con quel modello, ma a parte questo particolare, che con il tempo e con un carrozziere dalle mani d'oro, potrebbe anche essere superato, il vero problema risulta essere un altro: dopo aver contrattato il prezzo, l'importo della reta da pagare e, soprattutto, pagata la prima rata, la concessionaria mi avverte che il finanziamento accordato non è più possibile, e di conseguenza non posso più acquistare il veicolo. Tutto può accadere, ma la cosa sconvolgente è che al momento di riavere i soldi indietro la concessionaria si rifiuta.
Chiamo la Guardia di Fiananza, ma mi rispondono di averne abbastanza di questa concessionaria e di rivolgermi direttamente al Tribunale, sono intasati da segnalazioni simili. Mi pareva strano!



Comunque sono dovuta andare in causa per riavere indietro la prima rata del pagamento della macchina.
Questa mancava alla collezione di cause. Ma speriamo che me la cavo!
Il danno più grave è che, siccome mi piace quel tipo di macchina, sono costretta ad andare ad acquistarla fuori Viterbo, perché di questa concessionaria viterbese non mi posso più fidare, e quando ho tempo io di uscire da Viterbo? anzi quando ho tempo io di uscire... dal Tribunale di Viterbo!?!




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CAPITOLO DODICESIMO












OGGI NIENTE TRIBUNALE! UN PO' DI PAUSA, NEL POMERIGGIO ANDRO' IN CONSIGLIO COMUNALE... UN ALTRO CINEMA DI NIENTE!







Ho intenzione di trasmettere in diretta il Consiglio comunale, pensa che sballo da casa a sentire tutte quelle... promesse di progetti.


Sì, perché ogni tanto faccio anche il mio lavoro, quando il Tribunale di Viterbo me lo permette!


Per esempio la mattina alle 7 mi reco presso il mio negozio di fiducia dove posso acquistare carni, pane, latte, formaggi, vino, prodotti tipici della Tuscia e poi ancora frutta e verdura, oltre che dolci e liquori. E davanti c'è pure la pescheria. Visto? sono anche una casalinga, ma alle 9 mi trasformo in lavoratrice, e comincio a lavorare, poi alle 11 e 30, quando va bene, mi raggiunge il mio collega giornalista, che fino a quell'ora dorme, e si inizia davvero con il lavoro duro!



Veline, trascrizioni, conferenze, articoli, riprese, montaggi, interviste, microfoni che non funzionano, tecnici che si ammalano, hard disc che si cancellano, servizi andati in onda, servizi speciali, servizi "segreti", servizi d'assalto, indagini, soffiate, informatori, portatili, penne e pennette, satira politica, satira trascendente, satira preventiva, ironie, battute, allusioni, pasquinate, filippiche e parodie e allora giù le denunce per diffamazione a pioggia!



Insomma, non ti salvi mai!



Consiglio Comunale ore 17: no, non ci posso credere anche in Consiglio Comunale si parla di Tribunale! Due avvocati consiglieri, un avvocato assessore, un ufficiale giudiziario consigliere e forse ce n'è un altro, manca solo il Bonelli, ma, a pensarci bene, lui, per me, c'è sempre.

Si parla di un problema riguardante il bar del Tribunale, certo che non si può stare mai tranquilli!


Però non è più il Consiglio Comunale di una volta, quando i consiglieri d'opposizione facevano sconquassare e intimorire la maggioranza, quando si andava a casa a mezzanotte e c'era gusto a veder tremare il Palazzo dei Priori. Oggi è tutto più tranquillo, ma può darsi che la prossima settimana lo spettacolo si animi con un ordine del giorno da fuoco.




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CAPITOLO TREDICESIMO










L'AVVOCATO SABATINI DEL FORO DI VITERBO RICEVE INCARICHI DALL'ALDILA'!!!











Una causa l'ho vinta contro le prepotenze di condomini scatenati, che, anche loro, per non rimanere indietro rispetto alla grande famiglia dei prepotenti, arroganti, violenti, soggiocatori, aggressivi, provocatori, tracotanti prevaricatori e sopraffattori, peraltro già purgati, mi hanno fornito materiale per il mio romanzo.



Ma si sa che i cattivi quando perdono non ci vogliono stare, e che si sono inventati stavolta?



Il loro avvocato Sabatini, del Foro di Viterbo, ha voluto escogitare una trovata a dir poco macabra, raccapricciante e agghiacciante. E' voluto ricorrere in Appello, ma per farlo ha dichiarato di aver ricevuto incarico, alla data del ricorso, da due condomini, che erano già deceduti da tempo.



Probabilmente l'avvocato Sabatini riceve incarichi dall'aldilà, certo in tempi di magra tutto è possibile.



Nella sua sfortuna, perché si sa che i morti non parlano, il caso ha voluto che quelle due squisite persone mi avevano lasciato, in tempi non sospetti, un manoscritto firmato con il quale mi riferivano di aver dato incarico di non voler agire in causa, per i buoni rapporti di rispetto reciproco intercorsi. Certo che a Sabatini gli dice una sfortuna nera!



Ma si sa, ed io lo so dai tempi del liceo, che "Homo quisque faber ipse fortunae suae" e adesso lo sa pure Sabatini. Sì, l'avvocato è artefice del suo destino, la sua non è una sfortuna casuale, è dovuta dalla sua volontà di agire a tutti i costi.



Ma vi è di più, come scrivono gli avvocati nelle cause. Addirittura, tanto per rimanere nei proverbi, succede che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Il caso ha voluto, che per chissà quale verificarsi di Giustizia Divina, è capitato che io, che non ho neanche un verbale delle riunioni, sia venuta in possesso di un verbale di assemblea condominiale. Sul verbale i condomini si impegnano e, naturalmente firmano, come unica clausula per accettare di ricorrere in Appello, a corrispondere il doppio della parcella all'avvocato in caso di vincita e nulla in caso di perdita. Ossia l'avvocato non percepirebbe nulla se perde e il doppio se vince. Economicamente al condominio, per risparmiare le spese legali, converrebbe perdere la causa!




E' proprio vero che a volte la realtà supera la fantasia!




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CAPITOLO QUATTORDICESIMO










IL MIO PRIMO BODYGUARD



"Sarà il caso di farmi difendere da un gorilla? Non vorrei che a forza di purgare a destra e a manca qualcuno purgasse pure a me", mi sono detta mentre rientravo in casa dopo la mezzanotte. No, non sono andata in discoteca, come sarebbe stato più opportuno, ero uscita per un controllo in un appartamento dove credevo di aver lasciato la luce accesa.



In effetti era così, poco male, ma rientrando ho avuto un brivido, tutto d'un tratto ho avuto paura, io che se fossi nata uomo sarei stata un guastatore del Battaglione San Marco, me la facevo sotto dalla paura! Ho pensato che, visto che sono una donna, potrei accontentarmi di avere accanto a me un bell'incursore, uno di quelli che ti proteggono davvero, mi sarebbe piaciuto trovare un compagno così per la vita, ma non ho ancora capito dove si trovano questi signori!



Negli anni passati mi è capitato più di una volta di trovarmi in situazioni da incubo, il fatto è, che sono stata dipinta come un personaggio del quale neanche io riesco ad esserne all'altezza. Nel corso delle mie varie scatenate scorribande tribunalesche, è successo che si è parlato molto di me, specialmente da chi avevo contro, e si è creato tutto un gossip intorno alla mia persona che mi ha colto impreparata. Io sono molto lontana dal personaggio creato, ma succedeva che persone mai viste e conosciute si rivolgevano a me, credendo di avere davanti quel personaggio misterioso e in un certo senso mostruoso che era più noto della mia vera identità. Poi, conoscendomi, rimanevano delusi e le reazioni erano le più inquietanti, bizzarre e singolari nella loro suggestiva ed insolita surrealtà, quasi fiabesche chimere sfocianti in un delirio di situazioni pazzesche.



C'erano quelli che, grazie a Dio, se ne rendevano conto immediatamente dopo avermi conosciuto davvero, pentendosi, in un certo senso, di aver pensato male. Quelli che, invece, rincaravano la dose, perché convinti che li stessi prendendo in giro. Un po' come quando gli uomini, pensando che ci stai, si arrabbiano di fronte ad un tuo rifiuto e dicono di averti conquistato e che sei pure uno sballo! E si domandano "perché con tutti gli altri sì e con me no?".
Invece di realizzare che forse la voce non era veritiera, fanno credere agli altri di esserci stati, per non fare brutta figura. E così il gossip si allarga di fantomatiche conferme.
Certe volte sono stata attaccata e aggredita verbalmente, così al primo incontro, ed io che, in realtà, già sono a metà tra il timido, il coglionazzo ed il riservato, mi trovavo in imbarazzo da morire senza sapere come reagire.





Ad ogni modo ho trovato la forza, fino ad ora, di agire-reagire, ma con un bel signore che ti protegge le spalle mi sentirei più tranquilla. Ricordo momenti da incubo quando ho avuto a che fare con un gruppo di energumeni che hanno occupato la sede della mia associazione di volontariato, sprangandomi la porta d'entrata, danneggiandomi i locali e buttandomi fuori tutti i mobili. In quella occasione, essendo io da sola ed i cattivi in tanti, mi sono dovuta ritirare. Coraggiosa sì, ma non volevo fare la fine del cavaliere che gridò "God and King Richard! Yahh!!!" andando da solo contro decine di cavalieri armati incontro a morte certa, in nome di Richard the Lionheart. Questo poteva accadere nel XII secolo al tempo della Terza Crociata, ma qui era meglio ritirarsi e pure alla svelta. Infatti, mentre guadagnavo la via d'uscita dalla mia sede, uno di loro mi sferrò un pugno alla schiena, che solo i miei dieci anni di pratica di arti marziali mi hanno impedito di prendere in pieno, fui colpita solo di striscio, ma la frase che lo accompagnava fu tremenda: "questo te lo manda il padrone di casa! Veniamo ora da lì, e ci ha detto che noi qui ci possiamo stare, tu, invece, te ne devi andare!". Da un lato capii che stavano clamorosamente bleffando, perché l'avevano sparata davvero grossa, dall'altro dovetti aspettare anni prima di avere Giustizia.



E Giustizia fu!




I cattivi hanno dovuto lasciare la mia sede e sono stati condannati in sede penale a risarcire tutti i danni. Non sono ricorsi in Appello, così ora è in corso la causa civile per stabilire l'entità del risarcimento dei danni.VEDI IL DOCUMENTO -
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Sono stati assistiti dall'avvocato Salvatori, poi dall'avvocato Ricci ed ora dall'avvocato Migliorati dello studio Barili del Foro di Viterbo.




E' arrivato il momento di pensare alla guardia del corpo personale. Una di quelle
tutto muscoli e, soprattutto, tutto per me. Per la mia sicurezza si intende. Ma vorrei uno di quelli che non si notano, mi piacciono le uscite ad effetto all'occorrenza, meglio se nessuno se ne accorge prima.




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CAPITOLO QUINDICESIMO










L'AVVOCATESSA SALVATORI, L'AVVOCATO RICCI, L'AVVOCATO MIGLIORATI E L'AVVOCATO BARILI DEL FORO DI VITERBO E LE LORO FANTASIOSE TEORIE PER DIMOSTRARE L'INDIMOSTRABILE!








Avvocatessa Salvatori: eccone un'altra che tenta di sfruttare il jolly "simulazione", ma rimane imbrigliata nel suo tentativo di imbrogliare le carte.

Ormai comincia ad essere vecchia questa storia della simulazione che a me, devo dire, fa molto gioco, perché chi vuole fregarmi non lo fa con fine astuzia, perché ritiene, erroneamente, di poter dire quello che vuole, valutando che tanto, poi, a me non crede mai nessuno. In questo modo le accuse sono ingenue, le bugie sfacciate, le strategie inesistenti e solo basate sul "tanto non le crederanno". Tutta roba buona solo per il gossip, ma fin troppo facile, per me, vincere davanti ad un giudice vero!



E li vedo cadere uno ad uno con questo espediente. Senza considerare che se uno ha qualche diritto da vantare, non dovrebbe aver bisogno di colpire la controparte, ma dovrebbe essere in grado di dimostrare lui stesso ciò ritiene di poter pretendere. Al Processo, i cattivi, difesi dall'avvocatessa Salvatori, sono stati condannati, i buoni e la mia associazione di volontariato, hanno ottenuto Giustizia.



Conservo le missive inviatemi della Salvatori perché sono un simbolo di tutta questa strana faccenda, le parole "simulazione" e "finzione" ricorrono spesso nelle sue lettere e le bugie raccontate sono state, per la legge del contrappasso, determinanti nello stabilire la verità nel corso del Processo, e, cosa assai inaspettata per tutti, è stata che sono risultata io, sì, proprio io, la testimone chiave di tutta la storia.



Una bella soddisfazione!



Avvocato Ricci: il successore dell'avvocatessa Salvatori. Che favola! Esopo e Fedro se la ridono dall'aldilà a sentire l'avvocato Ricci! E' successo che dopo l'insuccesso dell'avvocatessa Salvatori, i titolari della scuola di pittura condannati a risarcire tutti i danni causati alla mia associazione, hanno pensato bene di cambiare avvocato, e si sono rivolti all'avvocato Ricci, il quale ha resistito solo per poco tempo, poi ha abdicato.



Un bel giorno, io ed il mio collega, anche lui testimone nel Processo, siamo stati contattati dall'avvocato Ricci, tramite il mio avvocato, per sapere se ero disponibile ad accettare una certa somma, in verità piuttosto esigua, per farmi rinunciare alla causa civile per ottenere il risarcimento del danno e per evitare che la scuola di pittura ricorresse in Appello! A me!!! Certo che ci vuole una certa faccia tosta a proporre una cosa del genere, voleva dire che questi signori non avevano capito proprio niente! Comunque spiegai che la questione non poteva proprio aver luogo. Oltretutto non riuscivo a capire come potevano ricorrere in Appello dal momento che avevano pure confessato il loro reato.



Fui contattata nuovamente, il giorno dopo scadeva il termine per ricorrere in Appello, alzarono la posta, con la velata minaccia che altrimenti sarebbero ricorsi in Appello. Ma io, in queste situazioni, mi sento come un pugile, sì, proprio come Rocky Balboa. Ho incassato colpi su colpi, quando dovevo difendermi da sola, quando ho preso un pugno alla schiena, quando ho ricevuto le lettere dell'avvocato Salvatori, che mi sbeffeggiavano impunemente, ed ora con la sentenza in mano del giudice Fanti che mi dava ragione, non potevo dimenticare tutto così, magari per pochi spiccioli. E allora sono pronta a sferrare il mio colpo finale che mi fa vincere definitivamente. Mi sento come Rocky Balboa, un buon incassatore che alla fine vince con un colpo da paura. Arrivò il giorno della scadenza per l'Appello e, come immaginavo, nulla poté fare la scuola di pittura! "nondum matura est, nolo acerbam sumere!". Dissero che avevano rinunciato a ricorrere in Appello, tanto... l'uva era acerba! In altre parole ci avevano provato!



Comunque finì pure l'era dell'avvocato Ricci, la sua è stata poco più che una comparsa, fu subito sostituito dall'avocato Barili.




L'avvocato Barili si annunciò con un fax inviato dallo studio dell'avvocato Migliorati, il quale, senza mezzi termini, cominciò subito bene riportando le parole della maestra di pittura che offendevano i miei legali di fiducia. Seguì subito una serie di denunce per diffamazione ed ingiuria alla maestra di pittura, sia da parte mia che da parte dei miei legali.



Si approda così alla causa civile per il risarcimento dei danni, ai quali la scuola di pittura è stata condannata dal giudice Fanti del Tribunale di Viterbo.


Colpo di scena!



L'avvocato Barili, o meglio in sua sostituzione l'avvocato Spadafora, si presenta con una trovata davvero geniale, tenta di ribaltare la situazione, dimostrando l'innocenza del suo cliente e la colpevolezza della mia associazione, come se la sentenza del giudice Fanti non ci fosse mai stata, come se i termini per ricorrere in Appello non fossero scaduti, e addirittura è lui a chiedere un risarcimento di 30.000,00 euro alla mia associazione. Forse non si è accorto che la guerra è finita, e non è il suo cliente ad averla vinta! Staremo a vedere, sarà comunque un giudice a ristailire l'equilibrio e solo allora potremo esprimerci.



L'indimostrabile, ad ogni modo è sempre difficile da dimostrare e crea soltanto sorrisi, alla fine la verità esce fuori, anche se molto alla fine, e le bugie hanno sempre le gambe corte. Infatti, nella mia pentola bolle tutto l'occorrente per uno scoop eccezionale che al momento giusto strariperà. Intrighi politici, trappole finzioni e imbrogli, per non parlare di cospirazioni, congiure e complotti in un ginepraio di registrazioni telefoniche, firme e perizie calligrafiche, intercettazioni e video riprese che rendono tutta la faccenda intrigante. Menomale che ho il mio bodyguard!

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CAPITOLO SEDICESIMO










"TUTTE CHIACCHIERE E DISTINTIVO" RICHIESTA D'ARCHIVIAZIONE DEL SOSTITUTO PROCURATORE, FRANCO PACIFICI, E POI NOVE MESI SOLO PER NOTIFICARTELA!







Quando mi chiama l'Ufficiale Giudiziario, in genere, ci guardiamo negli occhi e capisco subito, "un'altra vero?", "e che te lo dico a fare?", "tutto archiviato!".



Stavolta ho dovuto rivoltare tutti gli uffici prima di capirci qualcosa, sì, perché quando vai in un reparto, chissà perché, è sempre quell'altro che se ne doveva occupare. Mi è pure capitato di prendere un cosidetto "cazziatone" da un rappresentante delle Forze dell'Ordine, perché si era risentito del fatto che mi ero rivolta, per una denuncia, prima ad un Caserma, poi ad un altra.


Avevo peccato d'infedeltà. Aveva ragione, ma il fatto è che quando ti trovi in certe situazioni, non vai tanto per il sottile, e chiami aiuto al primo che ti capita, senza pensare tanto al galateo. La fiducia ce l'hai per tutti, ma vaglielo un po' a spiegare?
Comunque era successo che avendo sporto due denunce presso due Corpi diversi, ognuno ha pensato bene che se ne sarebbe occupato l'altro, e così la mia pratica si era persa nei meandri dell'attuale andazzo.



Come al solito forte di questo, la persona denunciata mi ha denunciato lei, e la sua domanda non è stata affatto archiviata.



Mi ci sono volute giornate intere per rintracciare la pratica, attese al telefono, file agli sportelli, uffici sbagliati, reparti chiusi, impiegati in ferie, cazziatoni e sberleffi, sì perché ci sono pure quelli che ti dicono "ma chi glielo fa fare? paghi e basta, che importa se ha ragione, così spende di più in soldi, tempo e salute!".
E ti conviene pure stare zitto sennò fai la figura dello scemo. Ma per un certo desiderio di Giustizia, alla fine preferisco sempre che la parola "fine" ce la mettano gli altri, io tendo a non arrendermi tanto facilmente. E così a mò di mastino napoletano inseguo i miei scopi con il fiato sul collo, gli sto, per così dire, alle calcagna. Così è stato, sono venuta a capo della storia, solo dopo aver fatto tirar fuori registri ormai dimenticati, fascicoli impolverati, carte, documenti e certificati beatamente addormentati nel dimenticatoio e aver dato filo da torcere a certi impiegati pigroni, nonché aver ottenuto la revoca dell'archiviazione ormai sopraggiunta senza che nessuno si accorgesse che non ero stata avvisata.



Ora ho dieci giorni per presentare opposizione alla proposta di archiviazione. Poi tempo scaduto, sì, perché qui le proporzioni fanno acqua, per sapere qualcosa due anni e nove mesi, ma a te scade tutto tra dieci giorni.



"Tutte chiacchiere e distintivo" e intanto i cattivi stanno a spasso.




Ci sono sostituti procuratori che archiviano a "prescindere", diceva Totò. Infatti, quando vado a prendere i fascicoli mi accorgo che nessuna indagine preliminare è stata fatta, solo deduzione del sostituto procuratore in favore del denunciato, che in genere sono identiche per tutti i denunciati, viene quasi da pensare che sono fatte con il copia e incolla! Li sto raccogliendo tutti per farne un bel blob! Tutte chiacchiere e distintivo! Io, invece, sono in cerca di sceriffi che catturano i cattivi, ma chissà perché è tanto difficile trovarli!




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CAPITOLO DICIASSETTESIMO








SE A VITERBO CI FOSSE STATO L'AVVOCATO GIULIA BONGIORNO TUTTO QUESTO NON SAREBBE ACCADUTO!




Tra le mie tante coglionaggini, perché è questo il vero nome che devo dare alla mia voglia di Giustizia, c'è stata pure quella di vedere il mio stesso vecchio avvocato, che un tempo mi difendeva egregiamente, approfittarsi di me. Mi spiego meglio, è successo che il Perry Mason viterbese per eccellenza, mi abbia giocato un brutto scherzetto. Ormai pure tu che mi leggi avrai capito che per truffare me basta fare il numeretto e mettersi in fila! Tanto se ti denuncio in Procura viene tutto archiviato. Ma che a farlo potesse essere addirittura il mio stesso vecchio avvocato, è tutta un'altra storia.



E' successo che in un Processo, dove abbiamo stravinto, e la controparte è stata condannata a pagare le spese legali, i danni ed una multa, il mio avvocato ha pensato bene di farsi dare, direttamente dagli imputati condannati, la somma, a mia insaputa, dell'importo destinato dal giudice all'avente diritto. L'avvocato è stato pure bravo a stravincere al Processo, ma le somme destinate all'avente diritto le ha intascate tutte lui, dopo aver fatturato ed incassato, una bella parcella.



Va da sé che ne è scaturita una denuncia penale per appropriazione indebita, ed una causa civile per riavere indietro le somme che il giudice ha stabilito per la parte offesa, e che, invece il furbo avvocato, ha intascato a mia insaputa.




Non si può mai stare tranquilli! Ma sono convinta che con un avvocato bravo ed onesto tutto questo non si sarebbe mai verificato! Se a Viterbo c'era un avvocato come Giulia Bongiorno tutto questo non sarebbe accaduto, anche perché sarebbe stata presente all'Ordine degli Avvocati e non avrebbe mai fatto capitare una tal cosa.



Si sa che gli avvocati sono come i politici, come ha detto Martufello in un suo spettacolo, "con le vostre parole siete capaci di far camminare i treni sull'asfalto!"




Menomale che a Viterbo sono riuscita, alla fine, a trovare uno studio legale all'altezza della situazione.



Nell'elenco della mia voglia di Giustizia, c'è anche un caso di abuso d'ufficio. Nei miei riguardi è un gioco da ragazzi! Infatti, dopo aver subìto vari abusi ampiamente documentati, ho depositato la denuncia, ma che te lo dico a fare? E' stata chiesta l'archiviazione senza effettuare la minima indagine. L'opposizione alla richiesta di archiviazione, come al solito, viene preparata quasi contemporaneamente alla presentazione della denuncia, tanto è scontato che verrà presentata. Più che chiedere di proseguire le indagini, in genere io chiedo di iniziare le indagini!




In ogni caso, essendoci stata una mancata attività, e, di conseguenza, un notevole danno economico, ho già provveduto alla causa civile, quella non può essere archiviata. Tra i testimoni citati, personaggi eccellenti vip e autorità, così, tanto per vivacizzare un po' la noiosa vita da Tribunale ed incrementare le vendite dei giornali. Fotografie, paparazzi, sfilate, interviste, dichiarazioni e smentite, passarelle e prime pagine, che business!




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CAPITOLO DICIOTTESIMO












"SONO UN PO' EMOZIONATA E MI GIRA LA SCHIENA!"





Il bodyguard che mi ha mandato l'agenzia non era uno di quelli appariscenti, con i muscoli che escono dalle magliette attillate, era invece piuttosto elegante, non si notava affatto che era una guardia del corpo, sembrava un uomo d'affari qualsiasi, e forse proprio per questo cominciava ad attirarmi. Certo, nulla a che fare con la schiena che mi girava solo a vedere o parlare con il Bonelli, ma quella è tutta un'altra storia!



Quest'uomo sta diventando una figura indispensabile nella mia vita, non solo per i rischi che corro ogni giorno, ma soprattutto perché si sta trasformando nel mio confidente.



Sono una tipa molto metodica, risveglio naturale la mattina alle 2 e 30, senza alcuna suoneria di sveglia programmata, stessi gesti, stessa posizione degli oggetti, stessi movimenti e una ricerca dell'ordine quasi a rasentare il fanatismo, tutto questo per rendere più eccitante, poi, l'eventuale trasgressione. C'è più gusto a trasgredire in queste condizioni! Nel mio ritmo, si è inserito il bodyguard, Kevin. Straordinariamente professionale, non avrebbe mai cercato di sedurmi, ma di fatto, stando tutto il giorno a contatto, si è creata una confidenza davvero seducente! Kevin mi accompagna e mi ascolta, e anche se è pagato per farlo, lascia trasparire un certo suo piacere.




Non avevo mai confessato ad anima viva di essere innamorata persa del Bonelli, e, anche se morivo dalla voglia di parlarne con una amica, non lo avevo mai fatto per il terrore che la cosa si sapesse in giro, visto che ormai sapevo che il Bonelli, oltre che essere sposato, era pure un uomo in carriera, e una voce del genere avrebbe potuto danneggiarlo.




Il mio innamoramento, che ormai non poteva più essere a sfondo sensuale, o passional-carnale, piccante e voluttuoso, era diventato quasi un amore fraterno, platonico, languido e tenero, puro, oserei dire, per quel mio senso di rispetto che avevo nei suoi riguardi, per il pensiero che sarei stata felice al suo fianco, per il pensiero che nessun altro uomo in vita mia mi faceva tremare così di piacere, di un piacere non tanto fisico, ma che riguardava il modo di intendere la vita.




Mi sentivo comunque fortunata ad averlo conosciuto, e, conoscendo me stessa, sapevo di essere capace di diventare sua amica senza che lui si potesse accorgere di nulla. Senza alcun problema o imbarazzo, perché se nella vita hai alcuni valori, sai quello che devi fare e se soffri ti tieni la sofferenza senza fare un fiato! Ormai è soltanto un mio segreto, del resto che ti potevi aspettare tu che mi leggi, da una che affronta trentacinque procedimenti in Tribunale, a volte solo per una questione di principio?




Fu per tutti questi motivi che alla fine mi confidai con Kevin, certo non gli rivelai mai il nome del Bonelli, ma gli confessai di essere innamorata da quindici anni di un uomo che stimavo e che di tanto in tanto potevo anche vedere e contattare per motivi di lavoro, ma che non avrei mai fatto nulla per spingermi oltre.



Ero sicura di ciò, anche perché lo avevo già fatto per quindici anni. Non potevo certo evitare il senso di piacere che mi dava vederlo o solo raccontare di lui. "Sono un po' emozionata e mi gira la schiena solo a parlarne con te!" dissi a Kevin, "spero tu mi capisca, la mia è una cosa bella, a differenza di quanto potresti pensare". Kevin capì, e mi strinse forte a sé, intuì che il mio aprirmi con lui era importante e denso di un sentimento puro.



Abbracciandomi mi regalò una forza enorme, che non credevo di avere, sentii pure, finalmente, tutta la potenza dei suoi muscoli. Era uno di quegli uomini che a vederli sono pur belli, alti, eleganti, con un bel portamento, magri al punto giusto, asciutti direi, ma non immagini che dentro quei vestiti ci sia una forza da maschio. Te ne accorgi solo quando ti sfiorano o ti toccano o, meglio ancora, ti abbracciano. Kevin era così.




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CAPITOLO DICIANNOVESIMO






INCIUCI, INTRALLAZZI, CORRUZIONI, COLLUSIONI, INTRIGHI E TRESCHE A PALAZZO?

"Sei matta, vuoi rovinarti da sola?", "così li avrai tutti contro!". Kevin continuava a stringermi quasi senza lasciarmi respirare, tanto forte era la sua presa, cercando di convincermi a desistere dai miei propositi. Capivo che mi poteva proteggere solo dagli attacchi fisici, da quelli morali era impossibile. La mia nuova strategia ruotava intorno al concetto che non parlare della mafia significa appoggiare il suo gioco del silenzio.

Nella mia presunzione di promozione del giornalismo d'inchiesta, del giornalismo alto, quello fatto nell'interesse delle persone, con tutti i rischi del caso solo per garantire la conoscenza della realtà dei fatti, ho valutato il pericolo dell'azzardo e addirittura mi sento più protetta riportando, nei limiti consentiti dalla legge, tutti i particolari, le decisioni, le motivazioni, le virgole e le parentesi, perché solo così ti puoi fare un'idea di ciò che sta accadendo, scoraggiando eventuali tentativi di intrighi.

Il giornalista non denuncia, non attacca, non grida, non patteggia, non si schiera, ma semplicemente riporta ciò che accade per far sapere a tutti gli altri quello che si sta verificando. Il giornalista ha sicuramente una sua opinione, ma è del tutto irrilevante nel momento in cui riporta i fatti.

Sono convinta di avere dalla mia parte tutti quelli che non hanno nulla da temere, e di essere contrastata da chi teme la verità. Kevin si preoccupava per me, ma ancora non aveva focalizzato la mia situazione. Le mie prospettive per il futuro non possono essere certo quelle di una donna di quarantacinque anni single, magari con la voglia di metter su famiglia o avere due o tre figli, dedicarsi al proprio lavoro, alla casa, alle vacanze.

Con 35 procedimenti e con la lentezza che li contraddistingue, anche nel caso di vittoria, con le assurdità tipiche di tutto questo sistema, con l'impossibilità a rinunciare, perché sarebbe una perdita enorme, sia economica che morale, sei costretto a continuare, perché è come la suocera, comunque sia te la devi tenere!

Per avere un'idea basta fare due calcoli semplici semplici, anticipare tutte le somme per 35 pratiche, è già una tombola se vinci, figuriamoci se perdi! Fatte queste poche considerazioni capirai, tu che mi leggi, che le valutazioni della vita sono diverse dalle persone normali! Di conseguenza posso solo sparare più forte possibile, perché ormai la mia è diventata una battaglia al Sistema, una lotta per la sopravvivenza, una denuncia sociale per l'interesse di tutti. Sento la responsabilità di questa azione, perché so di essere, in un certo senso, pure fortunata. "Poi", dissi a Kevin, "peggiorare la situazione è impossibile, che vuoi che mi facciano più di quello che mi hanno già fatto? ormai da così, posso solo migliorare!". Sono decisamente ottimista per natura e Kevin lo capì.


Andammo a cena fuori e, dopo l'aperitivo, un Manhattan fatto a regola d'arte, trovammo pure la forza di ridere e scherzare. Kevin era piombato nella mia vita privata, così all'improvviso, senza che avessi il tempo di rendermene conto. Fumammo un Churchill a fine banchetto, una tirata per uno, come ai tempi del liceo, e poi in riva al lago per rilassarci un po'. Era tanto che non lo facevo.

Quel piacere fatto di piccole cose, quella tranquillità che apprezza solo chi sa trovarla dentro di sé, quell'imbastire ricordi su ricordi guardando le onde del lago che sono come le fiamme accese in un caminetto, puoi guardarle all'infinito e non sono mai uguali. Tutto intorno è cancellato, io e Kevin in una notte da sogno.

L'indomani mattina presi a calci e pugni il mio sacco da boxe, andai al bar del Tribunale e sentii parlare due avvocati sulle ultime del gossip degli uomini di legge. Sì, perché anche loro sono soggetti a tradimenti, scappatelle e crisi di gelosia.

A parte i vari amorazzi, mi incuriosì un particolare riguardante un giudice ed i suoi intrallazzi. Questo togato era stato assistito, per una causa di trasferimento, da un avvocato suo amico. Poi, però, accadde che, una volta trasferito, si era ritrovato il suo amico avvocato in una causa di lavoro. Invece di rinunciare, data l'evidente incompatibilità, portò avanti la causa fino alla sentenza. Il suo amico, ovviamente, vinse la causa con una liquidazione di oltre 20.000,00 euro.

Si dice pure di un suo intrallazzo più romantico con una togata di gran bellezza. Della moglie del giudice, invece, togata pure lei, non si sapeva niente, il gossip ancora non aveva colpito. Né più, né meno, di quello che accade in tutti i luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda tradimenti, corna e tutto ciò che si agita sotto quelle austere toghe, nulla da dire. Che se la spassino pure beatamente, ma per l'inciucio dell'avvocato e della parcella gonfiata, valeva la pena indagare meglio.

Tutti i lettori che dovessero riconoscersi, sentirsi coinvolti o nominati, hanno la possibilità di scrivere, replicare ed essere intervistati sia in video che su carta stampata, contattando la redazione di Viterbotv.it.







Patrizia Coppa
Direttore responsabile

REG. TRIB. VT N°01/08
 

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